TECNICHE CONDOMINIO

Home > Tecniche Condominio

800 121 966

Documenti Utili

FAQ domande frequenti
scopri le domande frequenti Leggi

GEOBIOLOGIA DOMESTICA: …esistono prove certe ed indiscutibili sui supposti danni provocati dalle radiazioni elettromagnetiche…? 4° Parte

19 maggio 2015

300 

Vediamo quindi a quali e a quante onde il nostro corpo è soggetto, e le influenze che possono avere sul sistema biologico, fattori che sommati allo stile di vita e ad altri stressor influenzano il nostro stato di benessere.

 

Purtroppo negli ultimi anni, dal dopo guerra in poi, il tenore di vita è divenuto totalmente “eccitato” ed è molto difficile potersi sottrarre a tutti questi stimoli che ci circondano continuamente.  

 

Lavori scientifici sono stati elaborati da molti studiosi in particolare dai tedeschi, forse i primi ad occuparsi come il Dr. Hartmann di queste problematiche in modo scientifico.  

 

A tutt’oggi non esistono prove certe ed indiscutibili a livello scientifico sui supposti danni provocati dalle radiazioni Elettro Magnetiche naturali e dai nodi geopatogeni; alcuni ne mettono in discussione pure l’esistenza.

 

I russi, non secondi a nessuno, svolgono ricerche da molto tempo. Da circa venti anni ipotizzano che questi nodi siano in realtà dei campi torsionali e hanno messo in opera strumentazioni per rilevarli. Siamo ancora nelle fasi iniziali della ricerca scientifica e la strumentazione sviluppata è ancora prototipale.

 

I tedeschi da parte loro hanno sviluppato strumenti di misura basati sulla spettroscopia gamma e monitoraggi sull’uomo definiti “georitmogrammi”.

 

Noi della Simemis stiamo sviluppando e brevettando un sistema di rilevamento dei campi di torsione innovativo, che consente di poterli osservare come anomali spaziali geo-localizzate. Sotto un esempio grafico della rete Hartmann e Curry sovrapposto ad un corso d’acqua che determina un possibile punto “C” secondo i geobiologi o un punto “GPZ” (Geo-Pathogenic Zone), e la prima fotografia di un campo torsionale rilevata in un luogo aperto con strumentazione elettronica.

 

di Daniele Gullà – Capo Dipartimento di SIMEMIS – Swiss Insitute of Medical Engineering & Medical Integrated Sciences

 

 

GEOBIOLOGIA DOMESTICA: radiazioni “naturali” benefiche per la vita….. radiazioni “naturali” negative…. Campi magnetici reticolari…. 2° Parte

5 maggio 2015

298 

2° Partevedi 1° parte http://www.unicasaitalia.it/news-id-297.htm#297

 

Molte delle radiazioni elettromagnetiche sono comuni e naturali, vediamo chi le emette:

 

– Tutti gli esseri viventi, dall’uomo ai minerali, emanano radiazioni.

 

– Oggi a queste radiazioni naturali si aggiungono quelle artificiali create dall’uomo che hanno un’influenza negativa sui Sistemi biologici.

 

La terra è l’armatura negativa di un enorme condensatore il cui polo positivo è il cosmo stesso; l’armatura terrestre si scarica continuamente e si ricarica con i temporali (2000 al secondo).

 

Le radiazioni terrestri naturali, essendo radiazioni naturali della terra stessa, sono di notevole importanza per il corpo umano. I picchi di frequenza di questa campo con il massimo a circa 7,8 Hz ed armoniche superiori ed inferiori fino a 100 Hz è in completa simbiosi con i ritmi cerebrali degli esseri viventi, ed è quindi chiaro il perché possano influenzarci. Queste sono radiazioni naturali benefiche ed indispensabili per la vita stessa.

 

Insieme a queste radiazioni biologiche naturali abbiamo una serie di radiazioni negative che sono create da:

 

– Correnti d’acqua sotterranee che con il loro movimento creano forti attriti e quindi elettricità che si risente in superficie.

 

– Faglie geologiche le quali a causa della loro disomogeneità creano dei fenomeni di radiazioni concentrata ed emissioni di raggi “Gamma” e “Neutroni”.

 

– Giacimenti sotterranei d’ogni tipo: carbone, petrolio, gas minerali ecc, i quali modificano il campo radioattivo della terra. Sappiamo oggi che piccole quantità di radioattività sono anche favorevoli per i sistemi biologici, ma in questi casi la quantità è talmente elevata che può portare a disturbi anche notevoli.  Campi magnetici reticolari.

 

A – Reticolo di Hartmann, il quale consiste in fasce soprattutto di natura magnetica di diametro di circa 20 cm. Che vanno attorno alla terra da Nord-Sud con intervalli di circa 2 metri uno dall’altro e in senso Est-Ovest con intervalli, invece, di circa 2,5 metri uno dall’altro. I punti d’incrocio che sono chiamati nodi, sono particolarmente dannosi per i sistemi biologici. I nodi possono avere una polarità positiva o bang e una negativa o yin, per cui possono creare dei disturbi all’uomo con patologie di tipo yin e bang.

 

B – Reticolo di Curry, formato da fasce di natura elettrica di circa 75 cm. D’ampiezza, che si trovano ad una distanza una dall’altra di circa 3,5 metri in direzione Nord-Est-Sud_Ovest e Sud-Est-Nord-Ovest. I nodi di questo reticolo sono particolarmente dannosi per i sistemi biologici, particolarmente se dei corsi d’acqua vi passano sotto.

 

Tutti questi fattori sono divenuti, soprattutto nel corso degli ultimi decenni a causa dell’industrializzazione e urbanizzazione incontrollata, causa di patologie anche gravi, fino alla produzione di cellule cancerose.

 

Già intorno al 1930 il Barone Van Pohl aveva portato una serie di statistiche che confermavano la diretta connessione tra stress geopatici e tumori. Egli a Vilsbirburg, una città della Baviera, aveva controllato la posizione dei letti di 54 persone morte di cancro in un anno. Dopo aver segnato una mappa dei luoghi geopatici della città, confermò che tutti i 54 soggetti abitavano in zone ad alto rischio geopatico.

 

Molte altre di queste ricerche hanno confermato il rapporto diretto tra luoghi geopatici e malattie di tipo psichiatrico oltre ai tumori.

 

di Daniele Gullà – Capo Dipartimento di SIMEMIS – Swiss Insitute of Medical Engineering & Medical Integrated Sciences

 

 

GEOBIOLOGIA DOMESTICA: stanchezza al risveglio, insonnia, mal di testa, incubi frequenti, crampi… 1°Parte

28 aprile 2015

297 

Si definisce geobiologia ed effetti geopatici o geopatogeni, l’insieme di influssi naturali in grado di favorire l’insorgere di malattie nell’uomo.

 

Questi possono provenire da campi di forza naturali quali: falde, corsi d’acqua, giacimenti, radon, campi elettromagnetici terrestri o torsionali.

 

Oppure da campi elettromagnetici artificiali quali: telecomunicazioni radio e tv e militari, rete elettrica ad alta tensione, campi elettromagnetici casalinghi, trasformatori ed apparecchiature elettroniche domestiche.

 

La geobiologia è la scienza che studia gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul sistema biologico, sia esso umano, animale o delle piante. Nota dall’antichità e rispolverata negli ultimi decenni, ha portato a conoscenza molti dati ad utilizzo pratico e clinico.

 

Molti dati sono in fase di analisi ed i pareri scientifici sono controversi e contrastanti.

 

C’è chi propone studi scientifici che dimostrano la reale corrispondenza tra l’insorgere di patologie e le geopatie o danni da elettrosmog ( basta osservare la diatriba esistente sui supposti danni provenienti dai cellulari o dalle reti wifi) e le differenti leggi e limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, differenti in ogni paese) e chi propone l’uso di campi elettromagnetici e la radioattività naturale come terapia ( è noto infatti che l’esposizione controllata a campi elettromagnetici in bassa frequenza o ai raggi gamma e radon in intensità e tempo moderati, possono produrre risultati terapeutici, vedi radioterapia e magnetoterapia). Più difficile e controverso misurare gli effetti sugli esseri viventi da falde, corsi di acqua sotterranea e nodi geopatogeni (campi torsionali o nodi di Hartmann e Curry), i cui risultati e la loro reale esistenza è stata spesso messa in discussione.

 

La scuola tedesca-svizzera sulla geobiologia è la più avanzata al mondo. Secondo i geobiologi tedeschi alcuni punti, per fortuna molto rari, sarebbero assai pericolosi e potrebbero addirittura causare il cancro, infatti sono stati denominati punti “C”. Sarebbero dovuti alla somma di più interferenze coincidenti sullo stesso asse, ad esempio la presenza di un campo torsionale molto attivo in corrispondenza di un corso d’acqua ed una falda geologica sommati ad interferenze di campi elettromagnetici artificiali.

 

di Daniele Gullà – Capo Dipartimento di SIMEMIS – Swiss Insitute of Medical Engineering & Medical Integrated Sciences

 

 

Green Building Council e Legambiente: tre proposte inviate al Ministro delle Infrastrutture per la riqualificazione energetica di edifici e quartieri.

9 aprile 2015

296 

Da  http://www.greenreport.it/news/energia/

 

[9 aprile 2015]

 

Oggi al  convegno La deep renovation in Italia: proposte per la riqualificazione energetica di edifici e quartieri, al Solar Expo – The innovation cloud di Milano, Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente e Gianni Silvestrini, presidente di Green building Council Italia, hanno presentato le tre proposte inviate al nuovo ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, per aprire finalmente i cantieri della riqualificazione energetica e antisismica degli edifici: «Semplificare gli interventi di retrofit energetico e adeguamento antisismico per migliorare anche la vivibilità delle abitazioni, spingere la riqualificazione energetica con nuovi strumenti, ridurre la spesa energetica negli edifici condominiali grazie al fotovoltaico».

 

Le proposte di Green building Council Italia e Legambiente puntano ad eliminare gli ostacoli che oggi bloccano gli interventi: «La complessità delle procedure, l’inefficacia degli incentivi (le detrazioni fiscali non funzionano nei condomini per le diverse condizioni economiche e disponibilità degli inquilini), i problemi delle amministrazioni nel realizzare investimenti e accedere al credito». Per le sue associazioni «Cambiare la situazione è possibile e permetterebbe di rilanciare il settore edilizio, di creare nuovo lavoro qualificato, di ridurre le bollette delle famiglie e di aiutare la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico. E c’è anche la spesa legata all’energia da parte delle amministrazioni pubbliche, stimata in oltre 6 miliardi di euro, la cui riduzione è strategica per rilanciare il Paese e gli investimenti».

 

Zanchini a spiegato che «In Italia questo tipo di interventi è bloccato dalla complessità delle procedure, inoltre gli incentivi non funzionano e i Comuni sono vincolati dal patto di stabilità. Nonostante questo, almeno 20 milioni di cittadini vivono in edifici condominiali dove la riqualificazione edilizia finora è andata avanti attraverso interventi nelle singole abitazioni. Sono rarissimi gli interventi di riqualificazione e retrofit come in altri Paesi europei».

 

Silvestrini ha sottolineato che «“Il cambio di approccio che proponiamo passa per politiche di incentivo che devono essere sempre vincolate a una riduzione certificata dei consumi energetici (in termini di salto di Classe energetica) e nel tenere assieme questi obiettivi con quelli di messa in sicurezza antisismica. Regole chiare, controlli indipendenti, sanzioni sono la strada che le direttive europee hanno tracciato e che permette anche di rendere più semplice il finanziamento degli interventi da parte di Cassa Depositi e Prestiti e attraverso il fondo per l’efficienza energetica previsto dal DL 102/2014».

 

Ecco in dettaglio le proposte presentate a Delrio da Legambiente e Green building Council:

 

Semplificare gli interventi di retrofit energetico. Negli edifici condominiali deve diventare semplice e vantaggioso realizzare interventi di retrofit energetico e adeguamento antisismico che consentano di migliorare anche la vivibilità delle abitazioni. Come si fa abitualmente in Germania, Francia, Olanda si devono mettere assieme i vantaggi energetici con quelli legati al miglioramento della vivibilità degli spazi privati e condominiali (creazione di terrazzi con obiettivi di schermatura solare e di ridefinizione delle disposizioni interne, installazione di ascensori e corpi scala a norma di Legge, interventi di re-impermeabilizzazione degli spazi liberi e di creazione di tetti verdi, consolidamento antisismico degli edifici, ecc.). Serve per questo un intervento normativo che individui queste categorie di intervento,  legando il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici – almeno il 50% di riduzione dei consumi o il raggiungimento della Classe B di certificazione – con interventi che riguardino le strutture perimetrali e gli ampliamenti consentiti. Condizione per gli interventi dovrà essere che si rispettino le distanze minime tra edifici previste dal codice civile e le altezze previste dai piani urbanistici.

 

Spingere la riqualificazione energetica con nuovi strumenti. Gli interventi di riqualificazione energetica di interi edifici sono oggi un eccezione in Italia, perché non esistono efficaci interventi di incentivo per l’edilizia condominiale e perché quelli pubblici sono bloccati dal patto di stabilità. E’ una priorità intervenire per sbloccare questa situazione e dobbiamo farlo proprio puntando sulla riduzione dei consumi energetici che si può realizzare e sulla certificazione di questi risparmi. Per l’edilizia pubblica si devono escludere dal patto di stabilità gli interventi che permettono di realizzare interventi certificati e verificati di riduzione dei consumi energetici degli edifici. Perché è proprio l’entità di questi risparmi nel tempo la garanzia più efficace per accordi con Esco e istituti di credito per il finanziamento e la gestione con vantaggio per la spesa pubblica. Questa richiesta è particolarmente importante vista l’incentivazione del 65% prevista dal nuovo “Conto termico” in via di emanazione per riqualificazioni di immobili pubblici “ad energia quasi zero”. Per l’edilizia condominiale occorre rendere finalmente funzionante lo strumento delle Esco per interventi di riqualificazione complessiva di edifici con più alloggi, superando i problemi di accesso alle detrazioni fiscali per le famiglie a basso reddito. La proposta di GBC e Legambiente è di intervenire sul sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE), introducendo immediatamente una nuova scheda che si basi sui valori derivanti dalla certificazione energetica delle abitazioni di prima e dopo l’intervento. Obiettivo minimo deve essere di riuscire a garantire una riduzione media del cinquanta per cento nei consumi delle abitazioni, certificata dal salto di classe energetica. A realizzare gli interventi sarebbero Esco, in accordo con imprese delle costruzioni, che si impegnano a garantire il raggiungimento dei risultati complessivi negli edifici di riduzione dei consumi energetici attraverso la certificazione energetica dei diversi alloggi coinvolti nell’operazione. La formula è quella di legare assieme costruzione e gestione degli impianti condominiali per il cofinanziamento degli interventi.

 

Il fotovoltaico per i condomini. Il solare fotovoltaico è oggi competitivo economicamente e può rappresentare una risposta efficace per ridurre la spesa energetica negli edifici condominiali. Queste soluzioni sono oggi efficaci anche senza incentivi diretti ma semplicemente prevedendo che l’energia prodotta possa essere utilizzata direttamente per gli usi negli spazi comuni o per una parte dei consumi dei singoli appartamenti del condominio. Per rendere possibile questa prospettiva, occorre modificare la normativa vigente in modo da consentire nei condomini lo scambio sul posto con l’esonero dall’obbligo di coincidenza tra punto di immissione e prelievo dell’energia scambiata con la rete e da quello di pagamento degli oneri di rete e di sistema. Una innovazione di questo tipo permetterebbe di far ripartire gli investimenti di solarizzazione dei tetti e di ridurre le bollette delle famiglie.

 

– See more at: http://www.greenreport.it/news/energia/riqualificazione-energetica-e-antisismica-tre-proposte-per-delrio/#prettyPhoto

 

Il condominio diventa di ultima generazione ….. e non solo per i “ricchi” …..

12 gennaio 2015

287 

PONTEDERA. Il cohousing sbarca a Pontedera. Lo fa con il progetto eco-housing, studiato dal gruppo Cohousing Pontedera, che verrà presentato venerdì 23 alle 21,15 all’interno del centro Poliedro in piazza Berlinguer. Si tratta di famiglie e singole persone con la voglia di sperimentare un nuovo modo di abitare, volto alla condivisione e gestione comune di determinati spazi e strutture all’interno di uno stesso agglomerato abitativo. Il modello del cohousing ha origini abbastanza recenti: è nato, infatti, nel nord Europa nella seconda metà del XX secolo. Sostenibilità e solidarietà sono i principi fondamentali attorno a cui ruota la filosofia del cohousing, come spiega Carola Cimmino, membro del gruppo Cohousing Pontedera. «Vorremmo creare una diversa socialità all’interno di un vicinato in continua sintonia. Faccio un esempio: se un condomino ha bisogno di un trapano per alcuni lavoretti può prendere quello a disposizione della collettività senza che ogni famiglia ne acquisti uno. E questo vale per molti altri oggetti e in diversi ambiti, come nel campo alimentare: attraverso una porzione di terra coltivabile potremmo produrre frutta e verdura da presentare sulle nostre tavole. Ma potremmo condividere anche sale per riunioni, conferenze, visione di film, mantenendo comunque la necessaria intimità di ogni nucleo familiare».

 

Il gruppo pontederese in particolare ha in progetto la realizzazione di abitazioni in bioedilizia, a basso impatto ambientale e con costi di manutenzione minimi, con acquisizione di quanto necessario secondo la metodologia del gruppo d’acquisto, in modo da ottenere significativi risparmi rispetto a chi si accosta individualmente al mercato. «In Italia il cohousing è diffuso soprattutto al nord, anche se a piccoli passi si sta espandendo ovunque», spiega ancora Cimmino, che in vista dell’incontro di venerdì aggiunge: «La conferenza è aperta a tutti gli interessati alla tematica del cohousing, ma è rivolto in particolare a coloro che potrebbero avere intenzione di unirsi al gruppo. Esporremo il progetto che abbiamo elaborato, sulla base delle idee e delle esigenze di ognuno». Sono già 15 le persone che hanno dato la loro disponibilità. E anche il terreno per la costruzione è stato individuato. «Solitamente si scelgono zone spaziose, circondate da ambienti naturali, non inserite nel centro urbano. Noi abbiamo individuato il nostro all’interno di un contesto rurale nel comune di Pontedera e venerdì ne illustreremo tutte le caratteristiche». Bioedilizia, autosufficienza energetica, locali comuni. Il condominio “di ultima generazione” è pronto a farsi conoscere in Valdera.

 

Per chi volesse saperne di più è visibile il sito internet www.cohousingpontedera.it