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Contabilizzatori di calore con libertà di scelta: modificata la Norma Uni 10200

7 luglio 2015

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Da Il Sole 24 Ore del 7 luglio 2015 di Giuseppe Mazzei 

 

L’Ente Italiano di Normazione (Uni), attraverso la nuova versione della norma 10200, pubblicata l’11 giugno, ha cancellato alcune frasi riguardanti l’obbligo della programmazione dei ripartitori di calore in base alla sola scala prodotto.

 

L’Uni ha rilevato un netto contrasto tra le regole previste dalla UNI10200 e la norma tecnica europea UNI EN 834 vigente da tempo. La norma UNI10200 impediva l’uso della scala unitaria, ampiamente utilizzata in Europa e perfettamente rispettosa della UNI EN 834. La norma tecnica europea, recepita in Italia, lascia, infatti, libertà di scelta ai consumatori.

 

….. se i condomìni scelgono la scala unitaria: in questo caso leggeranno sul ripartitore del singolo radiatore una serie unitaria di scatti relativi al calore consumato; poi troveranno nella bolletta il fattore per cui viene moltiplicato ogni scatto e , come risultato finale, la contabilizzazione esatta, nel rispetto delle norme che impongono una fatturazione precisa e basata sugli effettivi consumi.

 

….. Se i consumatori scelgono la programmazione dei ripartitori in base alla scala prodotto leggeranno sul ripartitore un valore che è frutto della moltiplicazione del numero degli scatti per un coefficiente che viene programmato sui ripartitori in fase di installazione. Questa operazione di programmazione in fase di installazione è molto delicata e se non viene operata correttamente da personale altamente specializzato può portare ad errori che incidono negativamente sulla correttezza della contabilizzazione individuale.

Leggi tutto http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/risparmio-energetico-e-tecnologie/2015-07-03/contabilizzatori-liberta-scelta-215207.php?uuid=ACAVSdL

 

Caldaie e bollino blu, norme regionali in ordine sparso

7 luglio 2015

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Da Il Sole 24 Ore del 7 luglio 2015 di Silvio Rezzonico e Maria Chiara Voci 

 

Nonostante da due anni sia in vigore il Dpr 74/2013 – che fissa per tutta Italia nuove regole, temporalità di controllo e classi di suddivisione per gli impianti termici – le Regioni (e in certi casi anche le Province e i Comuni sopra i 40mila abitanti) continuano ad agire in ordine sparso sul fronte delle norme per il controllo dei fumi delle caldaie e per il pagamento del cosiddetto bollino blu. Anche senza averne (il più delle volte) titolo.

 

La questione riguarda tutti gli impianti a gas, sia domestici che condominiali di piccola e grande taglia, cioè fra i 35 e i 100 kW o sopra tale soglia e tocca il solo ambito delle ispezioni per l’efficienza energetica (perché a stabilire invece le tempistiche per la manutenzione degli impianti è la casa produttrice).

 

Le regioni che, dopo la svolta imposta a livello statale, hanno recepito in maniera completa una disciplina per definire tempi e modi di verifiche e manutenzioni sono appena cinque, cioè Lombardia, Marche, Umbria, Liguria e Toscana. Lo rivela un recente focus, realizzato dagli esperti di e-training, società di consulenza e formazione per installatori e tecnici. Di queste, poi, soltanto la Regione guidata da Maroni (interpretando in modo rigoroso le carte) è davvero in regola, perché è l’unica ad aver indicato nei propri testi in modo esplicito il recepimento non solo del Dpr 74/2013, ma anche dell’ultima normativa europea sull’efficienza energetica 31/2010/UE (in tutti gli altri casi viene invece citata la precedente direttiva 2002/91/CE, ormai superata).

 

Abruzzo, Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto sono, invece, scese in campo, ma in modo solo parziale. Il Piemonte ha, infatti, deliberato soltanto la parte inerente il libretto di impianto, modificando leggermente la disciplina statale; la Puglia, con una circolare, ha dichiarato di adottare il Dpr 74/2013, demandando per tutto a un successivo regolamento, così come l’Abruzzo, con la recente legge varata pochi giorni fa. Infine il Veneto ha deliberato per introdurre modifiche al libretto e istituire (per ora sulla carta, perché non è ancora attivo) il catasto degli impianti così come la Sicilia ha deliberato il solo catasto.

 

Nelle altre Regioni, nulla è stato fatto per prendere atto del Dpr 74/2013. Con il risultato che si continua – praticamente ovunque – a utilizzare ancora la vecchia regola (Dpr 551/99 e Dlgs 192/2005), che prevede non solo una temporalità diversa per l’invio dell’autocertificazione dell’avvenuto controllo e il pagamento del bollino, ma anche una diversa suddivisione in fasce degli impianti (classificati ad esempio domestici non fra i 35 e i 100 kW ma fra 35 e 116 kW). Infine, estremo paradosso, esistono casi in cui sono state le Province a recepire il Dpr 74/2013 riadattandolo alle procedure in essere, snaturandone quindi ogni contenuto. Insomma: un vero puzzle, difficile da ricomporre, con danno per il cittadino.

 

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ENERGIA REATTIVA: cos’è? quanto costa al Condominio? Attenzione alle nuove regole dal 1° gennaio 2016: rifasare l’impianto elettrico l’unica soluzione

1 luglio 2015

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Da Il Sole 24 Ore di Antonio De Marco, 30 giugno 2015

 

L’energia elettrica in corrente alternata è caratterizzata da due parametri: energia attiva (quella che realmente si consuma da circuiti luce, ascensori, pompe, ventilatori) ed energia reattiva che nella realtà non ha effetto energetico utile per l’utilizzo. Di fatto, l’energia reattiva non è fisicamente sfruttata, ma è «palleggiata» tra utenza e rete e costituisce una sorta di pedaggio, dato che il suo continuo andirivieni produce perdite sulla rete. Per avere idea dell’entità di questa perdita si deve fare riferimento al cosiddetto «cos» – fattore di potenza – che dipende dalle caratteristiche dell’utilizzatore e può variare da 0 a 1: più è prossimo allo zero, maggiori sono le perdite sulla linea di trasporto e distribuzione. Per compensare tali perdite, le aziende elettriche applicano, ai clienti che assorbono energia con basso cos una maggiorazione (penale) sul costo dell’energia consumata.

 

In genere l’utente deve garantire un cos medio mensile non inferiore a 0,9 …..

 

Dal 1° gennaio 2016 entrerà in vigore il nuovo regime tariffario dell’energia reattiva che prevede tre vincoli: livello minimo del cos medio mensile non inferiore a 0,7; non immissione in rete di energia reattiva; livello di cos istantaneo, in corrispondenza del massimo carico, nelle fasce orarie F1 ed F2, superiore a 0,9.

 

Se l’utente non rispetta uno o più vincoli, il gestore della rete potrà richiedere l’adeguamento degli impianti, con possibilità di ricorrere alla sospensione del servizio.

 

Quando gli impianti utilizzatori presentano un cos minore di 0,9 è conveniente ricorrere alla correzione mediante il cosiddetto rifasamento: installazione di apparati denominati rifasatori, composti da batterie di condensatori, che producono energia reattiva con diminuzione delle perdite in rete e quindi risparmio energetico che si traduce in risparmio economico anche per il cliente.

 

Per inquadrare l’intervento da realizzare, occorre che un tecnico analizzi le fatture di almeno un anno e comunque per il periodo significativo al fine di individuare i componenti da installare ed ottimizzare il rapporto costi- benefici, anche in previsione del nuovo sistema tariffario dal 1° gennaio 2016.

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Rivoluzione nella produzione e commercializzazione delle caldaie dal 26.09.2015

23 giugno 2015

310ATTENZIONE A NON ACQUISTARE MODELLI FUORI PRODUZIONE E QUINDI GIA’ OBSOLETI: dal 26 settembre 2015 potranno essere prodotte solo caldaie a condensazione.

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GEOBIOLOGIA DOMESTICA: Campi magnetici reticolari – l’effetto sugli uomini ….. 3° Parte

19 maggio 2015

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Per quanto riguarda l’effetto sugli uomini bisogna ricordare alcuni fattori: – Non tutte le zone perturbate sono patogene, dipende dall’intensità e dal tipo di radiazioni emanate. – Le risposte a queste radiazioni Elettro Magnetiche variano da soggetto a soggetto, avendo in principio meno effetto su individui sani, poiché essi riescono a compensare lo squilibrio ed effetti molto gravi su soggetti già debilitati.

 

Quindi la risposta è molto soggettiva considerala l’univocità degli individui.

 

In ogni caso dato il modo di vivere contemporaneo, soprattutto a livello urbano, si sono sviluppati negli ultimi decenni degli squilibri di tipo immunitario che abbassano i poteri riequilibranti.

 

Dipende anche dal tempo di esposizione, più a lungo si è sottoposti, più alto è il rischio di danni biologici.

 

In genere i disturbi accusati all’inizio sono di tipo aspecifico e funzionale quali: cefalee, stanchezza, insonnia, astenia, depressine, vertigini, crampi muscolari, ansia, aggressività, ecc. Dopo alcuni anni possono insorgere patologie specifiche quali: disturbi cardiocircolatori, malattie degenerative, cancro etc.

 

È interessante notare il comportamento degli animali rispetto agli stress geopatici. Sappiamo, infatti che il gatto predilige in modo particolare riposarsi su nodi o zone geopatiche così come le formiche seguono linee Elettro Magnetiche ben precise. Il cane invece non ama stare su zone geopatiche.

 

È importante ricordare che le nostre abitazioni, dal punto di vista edilizio, a causa delle armature in ferro e del cemento provocano uno schermo (tipo gabbia di Faraday) alle radiazioni naturali di tipo cosmo-telluriche; per cui la carenza di queste onde provoca di per sé nell’organismo uno squilibrio.

 

Inoltre, all’interno delle case abbiamo dei fenomeni cumulativi quali:

 

A – Sbilancio degli ioni positivi e negativi: il rapporto naturale è di 60 a 40 e ciò viene sbilanciato dall’inquinamento atmosferico in favore dei positivi portando seri disturbi a livello immunitario.

 

B – Presenza di scariche elettrostatiche sull’arredamento e l’abbigliamento. Il livello per queste scariche è di 200V/m, mentre in alcuni abbigliamenti sintetici si raggiungono a volte valori di 100,000v/m.

 

C – I materiali di costruzione impediscono la scarica di campi elettrostatici.

 

D – Ionizzazione monopolare dell’aria con creazione di sacche di ioni unipolari nell’ambiente.

 

E – Campi magnetici terrestri che sono dell’ordine di 0,4 Oerstedt.

 

F – Essendo l’organismo costituito per quasi il 50% di composti paramagnetici, avremo una grande influenza di questi fenomeni sulle informazioni organiche e le regolazioni neurovegetative.

 

Le distorsioni magnetiche sono create da masse ferrose quali: travi, conduttori metallici, reti metalliche dei materassi, a causa anche delle spirali che amplificano i campi magnetici e in genere ogni tipo di arredamento metallico.

di Daniele Gulla – Capo Dipartimento di SIMEMIS – Swiss Insitute of Medical Engineering & Medical Integrated Sciences