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In tema si sicurezza

2 luglio 2014

130Ultime notizie, le prime del 2014 – Pensiamoci prima…….

…..del gas…..  

….dell’energia elettrica….

CAMPAGNA PER IL RISPARMIO ENERGETICO

2 luglio 2014

000Una iniziativa pratica in collaborazione con ENEL  per sottolineare la sensibilita’ di Unicasa Italia Spa per il risparmio energetico e l’innovazione
La campagna “ritira il tuo omaggio e accendi il tuo risparmio” parte a Milano nei Local Point “PREALPI” Via Masolino da Panicale 12 e “SEMPIONE” Via Mussi 20 – verra’ estesa in tutta Italia in coincidenza con nuove aperture.

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La piscina condominiale: occorre il nulla osta della Asl ?

1 luglio 2014

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da leggo.it     30 Giugno 2014    di Giuseppe Spoto

 

Oltre alle norme che regolano in generale le parti condominiali occorre fare riferimento anche alle disposizioni in materia sanitaria. I controlli sono affidati alle ASL che è competente per il rilascio del nulla osta dopo l’analisi chimica e batteriologica dell’acqua. Le spese relative devono essere corrisposte dal condominio. Ogni piscina condominiale, che è destinata esclusivamente agli abitanti del condominio ed ai loro ospiti, deve possedere i requisiti igienici e ambientali previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003.

 

Regolamento

 

 È sempre consigliabile l’approvazione di un regolamento interno che disciplini il funzionamento della piscina, fissando gli orari in cui è possibile usufruire del servizio, nonché altre regole per la corretta e civile convivenza. Il regolamento deve essere posizionato in una bacheca accessibile a tutti in modo che possa facilmente essere portato a conoscenza di ciascun utente. Va segnalata la differenza di profondità, nonché il divieto di tuffarsi nell’ipotesi in cui non vi siano appositi trampolini. Le norme igieniche prevedono l’obbligo della doccia e comunque il pediluvio prima del bagno. La fruizione della piscina condominiale può essere aperta anche ad eventuali ospiti, ma deve avvenire in modo da non ostacolare o intralciare l’utilizzo da parte degli altri proprietari, così è consigliabile nel regolamento inserire un limite massimo di ospiti che ciascuno può invitare, in base alle dimensioni della piscina.

 

Manutenzione

 

 Le spese di manutenzione vanno divise in proporzione ai millesimi di proprietà, salvo diverso accordo. Ai fini di una corretta manutenzione e fruizione dell’impianto deve essere garantito il ricambio dell’acqua e deve essere curata e controllata la percentuale di cloro. È obbligatorio lo svuotamento della piscina almeno una volta l’anno con il completo rinnovo dell’acqua. L’amministratore è responsabile della corretta manutenzione. La presenza di servizi igienici e di docce rende completo e funzionale l’impianto.

 

Bagnino

 

 È sempre consigliabile assumere un bagnino, anche se la figura dell’assistente dei bagnanti non è obbligatoria per le piscine condominiali, salvo che sia espressamente disposta dalla normativa regionale. La giurisprudenza in caso di incidenti in piscina applica l’art. 2051 c.c. (danno cagionato da cosa in custodia).

 

Classificazione delle piscine

 

 Le piscine private vanno distinte dalle pubbliche. Più esattamente le piscine vengono divise in 4 tipologie. Vi sono le piscine di tipo A che sono quelle aperte al pubblico o ad un’utenza identificabile con o senza il pagamento del biglietto di ingresso (a sua volta distinte in tre categorie A1: piscine pubbliche, come quelle comunali; A2: piscine ad uso collettivo, inserite in strutture adibite principalmente ad altre attività ricettive o al servizio della collettività come alberghi, palestre, agriturismi e simili; A3: piscine per il gioco acquatico; le piscine di tipo B che sono quelle condominiali, destinate all’uso esclusivo degli abitanti del condominio e dei loro ospiti, esclusi i condomini fino a 4 unità abitative; le piscine di tipo C le quali sono ad uso riabilitative e curativo, collocate all’interno di strutture propedeutiche; le piscine di tipo D al servizio di unità abitative monofamiliare, bifamiliari, trifamiliari e quadrifamiliari.

 

 

Il primo edifico chemical-free d’Europa è stato completato in Svizzera, completamente a prova di allergia

30 maggio 2014

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Fonte lastampa.it    di   giulia mattioli (nexta)    del 29 maggio 2014

 

Esiste un dibattito aperto in campo medico sul considerare un’effettiva patologia la Sensibilità Chimica Multipla (MCS), ovvero una condizione che impedisce di tollerare la presenza di sostanze chimiche in un ambiente. Una sorta di iper-sensibilità, di allergia a ciò che non è naturale, e, sebbene tra allergologi non vi sia una posizione comune, in diverse zone d’Europa si stanno sviluppando centri di studio e intervento, oltre che campagne per il riconoscimento ufficiale della MCS come patologia, trattandosi di una malattia che colpisce un numero considerevole di persone. I sintomi sono diversi, e in generale corrispondono alle più comuni reazioni allergiche: irritazione della pelle, affaticamento respiratorio, emicrania, ma anche effetti come nausea, dolori muscolari.

 

Tuttavia la popolazione moderna, salvo rari casi, vive immersa nelle sostanze chimiche, basta pensare a tutti i solventi, le vernici, i composti, derivati del petrolio che si utilizzano nell’edilizia. Ebbene, in Svizzera, appena fuori Zurigo (Leimbach), è stato completato il primo condominio completamente chemical-free, a prova di MCS. L’associazione Healthy Life and Living Foundation, che si occupa di tutti coloro che sono affetti da questa patologia, ha richiesto e ottenuto dalle autorità di Zurigo che venisse concesso un terreno per costruire l’edificio, progetto pionieristico che, possibilmente, aprirà la strada all’edilizia priva di sostanze chimiche.

 

Il condominio ospiterà 15 unità abitative, e per erigerlo e rifinirlo non sono state usate sostanze inquinanti di alcun tipo: niente vernici chimiche, profumi, solventi, nessun derivato del petrolio, colle. Inoltre le unità abitative sono rivestite di una membrana, una barriera che blocca le onde provenienti dai cellulari e dai ripetitori, per consentire anche a coloro la cui sensibilità è estrema di abitare nell’edificio in totale sicurezza.

 

Citazione da wikipedia.org

 

La sensibilità chimica multipla, o Multiple Chemical Sensitivity (MCS) in inglese, sarebbe, secondo la definizione che ne dà il National Institute of Environmental Health Sciences statunitense, un’ipotetica malattia caratterizzata dalla impossibilità di una persona a tollerare un certo ambiente chimico o una classe di sostanze.

 

La diagnosi di MCS, e l’esistenza stessa della patologia, sono fortemente dubbie e controverse: alcune delle principali società medico-scientifiche statunitensi hanno escluso la sua natura organica, ed è stato rilevato che si tratta frequentemente di sintomatologie psicosomatiche e psicologiche di tipo somatoforme, con forti componenti di stress ed autosuggestione.

 

Per l’Organizzazione mondiale della sanità si tratta di una condizione patologia assimilabile all’elettrosensibilità cioè priva di evidenti basi tossicologiche o fisiologiche e di verifiche indipendenti.

 

Per saperne di più http://www.siass.org/attivita/pregresse/2010/2010_09_20_Firenze/Magnavita.pdf

 

 

 

A rischio incidenti 600mila ascensori – Campagna di sensibilizzazione: 10 regole per un uso sicuro

22 maggio 2014

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Il mezzo di trasporto più usato al mondo è in media anche il meno ammodernato. Ci facciamo forse poco caso perché abbiamo l’abitudine di impiegarlo di fretta, dimenticando quasi sia una struttura che richiede cura, manutenzione, sicurezza. Su quasi un milione di ascensori in servizio in Italia, circa il 40% (400mila) ha più di 30 anni e almeno il 60% non è dotato delle più recenti tecnologie in materia, garanzia di un miglior livello di affidabilità.

 

La denuncia arriva da AssoAscensori, associazione dell’industria italiana di settore aderente ad Anie Confidustria, e porta anche le cifre degli infortuni dovuti al crescente invecchiamento dei mezzi in funzione: lo scorso anno gli incidenti a utenti e addetti ai lavori di ascensori e scale mobili sono stati oltre 1.300, alcuni con conseguenze gravi o addirittura mortali. Il 73% degli incidenti riguarda in particolare gli ascensori. Quali le cause? Un terzo degli infortuni denunciati in Europa ogni anno sono originati dalla presenza di dislivello, dall’imprecisione di arresto al piano; segue l’urto con le porte, che colpisce soprattutto le persone anziane; e l’intrappolamento in cabina, che comporta gravi conseguenze a cardiopatici o claustrofobici.

 

Il livello effettivo di sicurezza degli impianti, pur con adeguata manutenzione, è commisurato alla data della loro prima installazione. In Italia l’adeguamento del parco esistente è lasciato a discrezione e responsabilità del proprietario; e a differenza della maggior parte degli stati Ue, il nostro paese non ha recepito la Raccomandazione 95/216/CE per l’adeguamento della sicurezza degli ascensori installati prima del luglio 1999. «Se il rinnovamento del parco mezzi diventasse norma, infortuni e incidenti diminuirebbero sensibilmente e tutti gli utenti potrebbero viaggiare su questi mezzi, fondamentali nella vita quotidiana, in totale comfort e sicurezza», afferma il presidente di AssoAscensori, Vincenzo de Martino. «Il recepimento della raccomandazione comunitaria è sicuramente un obiettivo che si può e si deve raggiungere anche in Italia, e verso il quale la nostra associazione si è sempre dimostrata particolarmente sensibile. Con il graduale adeguamento della sicurezza si avrebbero inoltre indubbi vantaggi dal punto di vista dell’accessibilità e dell’efficienza energetica».

 

AssoAscensori ha stilato una guida che illustra le più frequenti situazioni di rischio, e lanciato una campagna di sensibilizzazione (“”Sali o scendi? Sali consapevolmente, fai scendere gli infortuni””): VEDI IL FILMATO “10 REGOLE PER UN USO SICURO””

http://www.youtube.com/user/salioscendi/videos

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…Sali o Scendi? 10 regole per un uso sicuro