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Inquinamento Acustico: non tutte le forme di inquinamento producono effetti “immediatamente” rilevabili

2 luglio 2014

105In alcune situazioni quotidiane ci appaiono più facilmente dannose per la nostra salute e per quella dell’ambiente circostante rispetto ad altre, ma non tutte le forme di inquinamento producono effetti “immediatamente” rilevabili, anche se il fattore tempo in tali problematiche è una variabile difficile da “quantificare”. Una delle forme di inquinamento di cui poco si discute è l’inquinamento acustico per il quale l’ordinamento giuridico nazionale garantisce la salvaguardia delle persone mediante l’applicazione dell’art. 844 del Codice Civile e di limiti di rumorosità.

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Pillole di Condominio: 1° Parte DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA SISTEMI DI SOLLEVAMENTO (AUTOCLAVE)

2 luglio 2014

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Analizziamo un servizio importantissimo per la collettività condominiale: la distribuzione dell’acqua. Questa importante funzione viene svolta dall’impianto idrico con annessa autoclave. Ma come funziona l’autoclave e quali sono i problemi che comunemente questa comporta in un condominio?

STRUTTURA:

L’impianto idrico solitamente è formato da:

1.Approvvigionamento: la conduttura che si collega alla linea dell’ente gestore (acquedotto), a monte di eventuali serbatoi di accumulo ed a valle del contatore.

2.Serbatoi di accumulo. Di solito in acciaio zincato, consigliati quelli in acciaio inox o resina per alimenti; sono utilizzati in aree d’Italia dove la somministrazione d’acqua da parte dell’acquedotto non è regolare. Da eliminare immediatamente e senza perder tempo quelli in eternit con amianto. I serbatoi in eternit sono da tempo vietati ma purtroppo si trovano ancora oggi in esercizio, inutile soffermarsi sull’elevata pericolosità degli stessi. I serbatoi di accumulo devono sempre trovarsi quanto più in basso possibile rispetto al piano stradale. in posizione tale che il tubo di approvvigionamento non superi in posizione di altezza massima il piano stradale o ancor meglio il piano dove è posizionata la tubazione di portata dell’ente erogatore (in occasione di riduzione della portata idrica la pressione potrebbe non essere sufficiente a riempire i serbatoi).

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Risparmio Energetico-Una guida datata 2008 ma molto attuale, completa, di facile lettura ma non superficiale: una guida da tenere “a portata di mano”

2 luglio 2014

130(naturalmente non per gli incentivi, le agevolazioni fiscali e alcune norme di riferimento, che non sono aggiornate).

Il risparmio energetico negli edifici condominiali

Curata e stampata da ADICONSUM (Associazione a Difesa Consumatori  e ambiente) in collaborazione con ENER BUILDING  

Hanno collaborato i componenti del Gruppo di Lavoro Internazionale

Riccardo Comini – ADICONSUM Italia

Dario Di Santo – FIRE Italia (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia)

Camilla Clavarino – APER Italia (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili)

Florence Clement – ADEME Francia (Agence de l’Environnement et de la Maîtrise de l’Energie)

Margarita Puente – ESCAN Spagna

Pedro Lima – ADENE Portogallo

Coordinati da: Renato Cremonesi  Testi: Pieraldo Isolani

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Contabilizzazione del calore – DELIBERE.RIPARTIZIONE COSTI.QUANTO RISPARMIO?

2 luglio 2014

132dalla 1° Puntata: la Ripartizione del calore –  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’?link

dalla 2° Puntata: la Ripartizione del calore   –  la VALVOLA TERMOSTATICA link

dalla 3° Puntata: la Ripartizione del calore – le POMPE a PORTATA VARIABILE  link

DELIBERE

La legge di riferimento è la LEGGE 10 del 9 gennaio 1991 – “Norme per l’attuazione del piano energetico in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”.

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Contabilizzazione del calore: le POMPE a PORTATA VARIABILE

2 luglio 2014

130dalla 1° Puntata: la Ripartizione del calore –  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’?

LINK

dalla 2° Puntata: la Ripartizione del calore – la VALVOLA TERMOSTATICA

LINK

…. PER  COMPLETARE IL LAVORO ….

Il montaggio di valvole termostatiche inoltre “obbliga” alla sostituzione delle pompe di circolazione dell’acqua calda per il riscaldamento  dell’impianto con Pompe  a Portata Variabile.

Gli impianti con Pompa a Portata Variabile sono impianti che funzionano mantenendo in circolazione solo ed esclusivamente la quantità di fluido che serve a cedere il calore richiesto.

In pratica consentono un uso razionale e conveniente delle valvole termostatiche.

Solo con la Pompa a Portata Variabile,  infatti, è possibile (senza l’uso di penalizzanti by-pass e di pompe che lavorano sempre a regime massimo) tenere sotto controllo gli squilibri indotti in rete dal continuo aprirsi e chiudersi delle valvole termostatiche; squilibri che possono gravemente compromettere il funzionamento degli impianti e causare seri danni.

Pertanto le Pompe a Portata Variabile, a differenza delle pompe a portata costante, consentono di poter convenientemente:

− scegliere la temperatura voluta nei vari locali di ogni zona, ad esempio 17÷18°C nelle camere, 8÷10°C nei vani tecnici e nei locali normalmente non utilizzati;

− sfruttare il calore ottenibile da fonti energetiche interne ed esterne, cioè dall’irraggiamento solare oppure dal calore emesso dalle persone, dall’illuminazione artificiale, dagli elettrodomestici, dai forni e dai fornelli;

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