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Legge di Stabilità 2017: nuove misure in arrivo per il settore immobiliare?

29 agosto 2016

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La legge di Stabilità per il 2017 potrebbe incidere, in maniera anche sensibile, sulla tassazione degli immobili, prevedendo la riduzione degli oneri tributari. L’ambito degli eventuali interventi è variegato, in ogni caso sarà necessario fare i conti con i vincoli di bilancio: si va dal recupero delle maggiori imposte versate sui canoni di locazione non incassati, alla disciplina della cedolare secca. Le nuove misure, finalizzate alla progressiva riduzione della pressione fiscale, dovrebbero agevolare la ripresa degli investimenti che sono il “motore” nel nostro Paese per favorire la ripresa dei consumi.   ……………………..

Il “mattone” non rappresenta più, da cinque anni a questa parte, il “bene rifugio” destinatario di tutti i risparmi degli italiani.

L’ambito degli eventuali interventi della prossima legge di Stabilità 2017 è variegato, ma sarà necessario fare i conti con i consueti vincoli di bilancio. …………………………

Immobili in locazione – Nel corso degli ultimi anni è progressivamente diminuita la detrazione forfetaria delle spese per gli immobili concessi in locazione fino ad azzerarsi quasi completamente. La misura è stata progressivamente ridotta dal 25 al 5 per cento.

Ora è di tutta evidenza come tale misura non sia affatto in grado di coprire le spese di manutenzione con l’ulteriore conseguenza di sottoporre a tassazione un reddito superiore a quello effettivo. É auspicabile, quindi, che l’intervento della legge di Stabilità interessi anche questo ambito.

…………………… i canoni di locazione degli immobili di tipo abitativo sono soggetti a tassazione all’atto della maturazione, cioè indipendentemente dall’effettivo incasso degli stessi. É però previsto un meccanismo di recupero delle maggiori imposte versate (sui canoni non incassati) qualora lo sfratto per morosità divenga esecutivo. A partire da tale momento, il proprietario può beneficiare di un credito di imposta il cui importo è esattamente equivalente alle maggiori imposte versate.

Lo stesso meccanismo di recupero delle imposte non è previsto per gli altri immobili aventi diversa natura (negozi, uffici, capannoni, etc.). Pertanto, secondo l’interpretazione restrittiva fornita dall’Agenzia delle Entrate, le maggiori imposte versate non potranno in questo casi essere recuperate anche laddove il proprietario abbia ottenuto lo sfratto esecutivo a causa della morosità dell’inquilino.

Non si comprende per quale ragione il proprietario dei predetti immobili, che non esercita alcuna attività d’impresa, debba essere penalizzato rispetto ai possessori di immobili di tipo abitativo. Gli operatori hanno più volte sollecitato un intervento sul punto e sembra che la misura possa trovare spazio nella prossima legge di Stabilità. Ovviamente l’indiscrezione dovrà essere confermata.

Cedolare secca – Un altro intervento potrebbe poi interessare la disciplina della cedolare secca, attualmente prevista nella misura del 10 per cento per i contratti di locazione a canone concordato e per gli studenti universitari, nei Comuni ad alta densità abitativa, nonché in quelli recentemente colpiti da calamità naturali.

Nel 2017 scadrà il periodo di applicazione della cedolare nella misura del 10 per cento e quindi dovrebbe essere necessario un intervento per disporre almeno una proroga. Inoltre sarebbe opportuna un’ulteriore modifica normativa che estendesse la misura agevolata del 10 per cento ai predetti immobili indipendentemente dal Comune in cui gli stessi risultano ubicati.

Le aree che sollecitano un intervento normativo sono numerose.

É auspicabile che il legislatore intervenga già con la prossima legge di Stabilità del 2017 al fine di ridurre progressivamente la pressione fiscale. L’intervento dovrebbe agevolare la ripresa degli investimenti che sono il “motore” nel nostro Paese per favorire la ripresa dei consumi.

Da  http://www.ipsoa.it/documents/fisco/imposte-dirette/quotidiano/2016/08/29/legge-di-stabilita-2017-nuove-misure-in-arrivo-per-il-settore-immobiliare

Con il procedimento per convalida di sfratto “decollerà” lo strumento immobiliare del “RENT to BUY”?

13 giugno 2016

Da Quotidiano Condominio – Il Sole 24 Ore

20856 631La Commissione Finanze del Senato ha approvato un emendamento che prevede l’applicazione, anche per il contratto di rent to buy, del procedimento per convalida di sfratto.

La misura consentirà di risolvere un problema – quello delle garanzie per il proprietario nelle fasi patologiche del rapporto (nei casi in cui il proprietario non riceva più il corrispettivo convenuto per il godimento dell’immobile oppure di quelli in cui, al termine del periodo stabilito, non venga rispettato l’impegno all’acquisto e il “conduttore” permanga nell’immobile).

Confedilizia aveva segnalato sin dall’introduzione dell’istituto……

Lavori in condominio, senza DURC è obbligatorio fermarli

5 maggio 2016

DURC1Se non c’è il Durc, anche i lavori in condominio vanno fermati obbligatoriamente. È la risposta del Ministero del Lavoro al Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Il Consiglio nazionale degli ingegneri

Leggi il parere della Commissione per gli Interpelli del Ministero del Lavoro

Bonus Fiscali e Condòmini incapienti: i fornitori useranno il bonus ceduto a partire dal 10 aprile 2017

29 marzo 2016

bonusda Quotidiano Condominio del Sole 24 Ore

Solo dal 10 aprile 2017 i fornitori degli interventi di risparmio energetico qualificato di parti comuni potranno utilizzare in compensazione in F24 il credito d’imposta che decideranno di acquistare dai condomìni. Questa data è stata stabilita dal provvedimento delle Entrate del 22 marzo 2016, Prot. n. 43434 , con il quale è stato anche chiarito che i fornitori dovranno ripartire questo credito “in 10 quote annuali di pari importo”, come la detrazione da cui è generato.

Per le spese sostenute, cioè pagate, dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 per gli “interventi di riqualificazione energetica” qualificata effettuati in “parti comuni degli edifici condominiali”, le persone fisiche (pensionati, dipendenti, lavoratori autonomi e gli imprenditori in contabilità semplificata) che, anche a seguito delle detrazioni forfettarie Irpef, sono risultati “incapienti” (cioè quelli che hanno un reddito complessivo costituito solo da “redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, goduti per l’intero anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze”, possono non utilizzare direttamente la detrazione del 55-65% (da ripartire in 10 anni), ma possono optare per la “cessione del corrispondente credito” d’imposta Irpef (pari al 65% della spesa agevolata pagata) ai “fornitori dei beni e servizi” del condominio, “che hanno effettuato i predetti interventi”. ………..

Come la detrazione Irpef che rappresenta, anche il credito d’imposta ceduto è utilizzabile in compensazione in F24 dal fornitore “in 10 quote annuali di pari importo, a partire dal 10 aprile 2017”. La parte di credito che non sarà utilizzata in compensazione nell’anno potrà essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere chiesta a rimborso. Naturalmente questo sistema è svantaggioso per il fornitore, che deve fare subito lo sconto in fattura ma deve aspettare 10 anni per recuperarlo.

Leggi il provvedimento delle Entrate del 22 marzo 2016, Prot. n. 43434 in Documenti Utili  Scarica il pdf

 

Verbale d’Assemblea, limiti alla divulgazione e reato di diffamazione: Cassazione n. 44387 del 2015

14 gennaio 2016
 

Da http://it.blastingnews.com/casa/2015/12/amministratore-condominiale-le-ingiurie-nel-verbale-configurano-il-reato-di-diffamazione-00708181.html

La Cassazione, sentenza n.44387 del 2015, ha stabilito le ipotesi in cui può configurarsi responsabilità penale qualora si riportino frasi ingiuriose altrui.

Bisogna sempre fare attenzione a non diffondere frasi ingiuriose nelle lettere inviate ai condomini, anche quando riproducono fedelmente ciò che è stato trascritto nel verbale di un assemblea condominiale. Si commette, infatti, il reato di diffamazione tutte le volte in cui viene riportata una frase irrispettosa pronunciata da un terzo nei confronti di un altro soggetto. Questo è quanto ha statuito una recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha decretato la responsabilità penale di un amministratore di condominio. Quest’ultimo, dopo una riunione condominiale, aveva provveduto ad inviare una lettera a tutti i condomini dello stabile per informarli su ciò che era stato deciso, riportando anche delle frasi ingiuriose rivolte da un geometra contro due condomini. ………………………

La Suprema Corte, quindi, ha distinto il caso in cui è giusto divulgare i fatti a scopo informativo, dal caso in cui non c’è alcun interesse generale a diffondere offese non pertinenti allo scopo informativo. In questo senso, gli ermellini hanno precisato che il comportamento divulgativo deve sempre tener conto anche della possibile violazione del diritto alla privacy.

La Cassazione, quindi, nel valutare la condotta dell’amministratore, ha configurato il reato di diffamazione. A detta degli ermellini, il canale di trasmissione da lui usato per la divulgazione delle ingiurie ha avuto come obiettivo principale quello di danneggiare negativamente ed ancora di più la reputazione dei due condomini. L’amministratore la prossima volta starà ben attento a bilanciare l’interesse alla diffusione di tali notizie, con quello sulla tutela dell’onore della persona che potrebbe esser offesa.