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La solita truffa…..“Nel suo condominio c’è una fuga di gas”, furto ad un’anziana signora

10 settembre 2015

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Da ilmattinodiparma.it del 10 settembre 2015

 

“Nel suo condominio c’è una fuga di gas, gli operai stanno cercando di individuare la perdita sul tetto”. Adducendo questa falsità, un uomo, italiano, ha truffato una signora parmigiana di 81 anni. E’ successo in via Galimberti mercoledì mattina.

 

L’uomo ha poi insistito per entrare nell’abitazione dell’anziana, dove si è fatto consegnare degli oggetti in oro spiegando che avrebbero potuto interferire con le rilevazioni. Dopo aver distratto la signora chiedendole di accendere il fornello, il malvivente è scappato con un cofanetto pieno di gioielli. Accortasi di essere stata raggirata, l’anziana ha allertato la polizia: sul caso indagano le Volanti per risalire all’identità del ladro.

 

 

 

 

 

 

Il lavoro gratis dei condòmini, anche se nel loro condominio, è un rischio

8 settembre 2015

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Da Quotidiano Condominio – Il Sole 24 Ore – 8 settembre 2015 di Vincenzo Di Domenico 

 

……. iniziative prese in buona fede, che consentono di risparmiare sui costi, evitando la necessità, per il condominio, di assumere qualcuno che si occupi di tali incombenze. Tali azioni però:

 

a) creano rapporti giuridici con rispettive obbligazioni;

 

b) espongono chi opera a dei rischi;

 

c) non possono essere svolte a titolo gratuito.

 

Si tratta, infatti, di vere e proprie prestazioni di lavoro che, come tali, vanno disciplinate e remunerate, pena la possibilità di essere equiparate al “lavoro nero”.

 

Poniamo il caso …. dell’infortunio del condòmino volenteroso che ….. pulisce le scale: ….. potrebbe verificarsi l’intervento di un ispettore dell’Inail, che appurerebbe subito il configurarsi di lavoro sommerso, con le rispettive , salate, maxi sanzioni (si va da 1.950 euro a 15.600 euro per ogni lavoratore, con una maggiorazione di 195 euro per ciascuna giornata di lavoro non regolarizzato). Alla sanzione, andrà aggiunta anche la spesa per l’infortunio: l’Inail adotta infatti il principio “dell’automaticità delle prestazioni”, che consiste nel diritto alle prestazioni economiche da parte dell’Istituto, anche se il lavoratore si trova in una situazione di “illegalità”, come potrebbe palesarsi; l’Istituto, successivamente, si rivarrà sul condominio/datore di lavoro, se quest’ultimo sarà ritenuto penalmente e civilmente responsabile, per il fatto di aver determinato l’infortunio. Si deduce quanto sia rischioso accettare che un condomino si proponga per svolgere gratuitamente un compito nell’abitazione.

 

Nemmeno la proposta ….. di eseguire dei lavori di riparazione in cambio dell’esonero (o decurtazione) del pagamento della sua quota di spese condominiali, può essere presa in considerazione. Il legislatore ha più volte ribadito che alla prestazione lavorativa deve corrispondere una contropartita. …..

 

…………………………. Tale controprestazione è denominata retribuzione per le prestazioni di lavoro dipendente; corrispettivo per le prestazioni di lavoro autonomo. In entrambi i casi, l’obbligo di una controprestazione rappresenta il profilo di onerosità dei rapporti di lavoro».

 

…………………………. Tornando alle prestazioni all’interno del condominio ….. non è preclusa ….. la possibilità di svolgere un determinato compito ma vanno adottate le dovute cautele.

 

Si potrà optare per l’inquadramento dell’attività, firmando un contratto di lavoro subordinato a tempo ridotto, oppure ricorrere al lavoro accessorio: in questo caso, la prestazione verrà pagata tramite voucher erogato dall’Inps. Tale “buono lavoro” viene utilizzato per remunerare tutte quelle prestazioni di lavoro – autonome – svolte al di fuori di un normale contratto di natura subordinata ed ha il vantaggio di essere compreso di copertura assicurativa Inail in caso di eventuali incidenti sul lavoro.

 

………………………….. In una situazione di illegalità si corre il rischio di esporsi a problemi gravi. Ad andarci di mezzo saranno sia il condominio sia l’amministratore su cui ricadrà la corresponsabilità del reato. L’amministratore avrà infatti tollerato una situazione non regolare ……

 

Leggi tutto   http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/il-condominio/2015-09-04/il-lavoro-gratis-condomini-e-rischio-182716.php?uuid=ACO9OHs

 

 

Il condominio anticipa le spese legali per recuperare le morosità

3 settembre 2015

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da Quotidiano del Condominio – Il Sole 24 Ore – di Edoardo Valentino 

 

Il «sollecito» a chi non paga completamente e puntualmente le spese è una prassi frequente, che ormai si è fatta frequentissima. Ma, nonostante l’indulgenza che si può avere per il vicino, bisogna rendersi conto che ha un costo.

 

In questi casi infatti, comunemente, l’amministratore si rivolge a un avvocato di fiducia, che con la sua opera riesce ad ottenere il pagamento dei debiti dai condòmini inadempienti.

 

Nel migliore dei casi il condomino debitore, ricevuta la lettera dell’avvocato, deciderà di pagare subito il suo debito evitando ulteriori attività legali.

 

Nel caso in cui questi non pagasse in via stragiudiziale, tuttavia, l’avvocato sarà costretto ad agire in giudizio per ottenere la condanna del condomino al pagamento di quanto ancora dovuto.

 

Al termine del proprio mandato, comunque, l’avvocato consegnerà all’amministratore la fattura per le proprie prestazioni professionali stilata sulla base dell’attività svolta.

 

Chi paga la parcella 

 

È lecito domandarsi se questa parcella debba essere pagata dal condominio nel complesso o solamente dai condomini morosi, tenendo indenni dal pagamento delle spese legali i comproprietari che avendo pagato puntualmente non hanno reso necessaria l’attività dell’avvocato.

 

Per quanto possa sembrare paradossale, l’amministratore dovrà, in prima battuta, pagare la parcella del legale con i fondi del conto corrente condominiale e quindi con denaro anche dei condòmini in regola con il pagamento delle spese. Anche questa, infatti, rientra nelle spese necessarie per il mantenimento della cosa comune, così come indicate nell’articolo 1123 del Codice civile. Si può dire, infatti, che tali spese siano impiegate dal palazzo al fine di assicurare il buon andamento della propria situazione finanziaria e quindi, nel lungo termine, mirino al benessere di tutti i condòmini. Inoltre è un preciso dovere dell’amministratore di condominio ottenere il pagamento dei contributi necessari al mantenimento dello stabile.

 

Comunque, una volta saldate le spese legali, l’amministratore dovrà poi inserirle come «addebito personale» nel consuntivo condominiale, addebitandole ai morosi. …………………………………………………..

 

 

Separati ma comproprietari? Il debito è solidale …. E se uno degli ex-coniugi non paga ….

3 settembre 2015

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Da Il Sole 24 Ore – Avv. Augusto Cirla

 

….. Può succedere però che i coniugi comproprietari dell’immobile si separino e il bene venga assegnato in uso ad uno di due. Di norma, nel provvedimento di separazione sono previste specifiche modalità di ripartizione delle spese tra i coniugi, che, salvo diversi accordi, abitualmente pongono quelle ordinarie a carico di chi occupa il bene e quelle straordinarie in pari quota ad entrambi o in misura diversa a seconda della percentuale di proprietà di ciascuno.

 

E, in tal modo dovranno essere richieste dall’amministratore, una volta venuto a conoscenza del criterio di riparto deciso dai due comproprietari. Questo vale però a disciplinare il rapporto interno tra i coniugi, perché nei confronti del condominio rimane la loro responsabilità solidale. Diverso, ancora, il caso in cui il coniuge assegnatario neppure sia proprietario del bene, in quanto intestato all’altro, al quale dunque dovrà essere rivolta la richiesta, anche semmai giudiziale, di pagamento degli oneri condominiali.

 

 

Amministratore di condominio condannato per cattiva gestione: mancata tenuta della contabilità

3 settembre 2015

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Da condominioweb.com   02/09/2015 di Ivan Meo

 

La “”cattiva gestione”” di un immobile è l’imputazione costata quasi 15mila euro ad un amministratore di condominio condannato dal Tribunale di Palermo.

 

Alla base della sentenza vi è la relazione del CTU che ha “”provato sia la mancata tenuta della contabilità condominiale con scrupolo e diligenza sia il danno arrecato da tale condotta al condominio””.

 

L’onere, per l’amministratore, è quello di risarcire 14.910 euro ai condomini e di versare 4.000 euro per le spese processuali.

 

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Leggi tutto  http://www.condominioweb.com/quando-la-cattiva-gestione-costa-migliaia-di-euro-allamministratore.12060