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«Io, la mamma (badante) del condominio» La testimonianza di Tiziana

20 febbraio 2014

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La testimonianza di Tiziana, una delle primi badanti condominiali di Milano

 

«A volte un rimedio non c’è: la solitudine arriva tra una malattia e un telefono che squilla poco. Non ce ne accorgiamo, smettiamo persino di cucinare. Poi un giorno qualcuno arriva da fuori, bussa, prepara un pranzetto, se ne va ma poi torna. Diventa una di famiglia. Mi è successo con Ugo, un signore di 80 anni, vedovo. Vive nel condominio dove da tre anni faccio la babysitter.

 

Accompagno i bimbi all’asilo, mi occupo della casa e poi alle 16,30 li vado a prendere. Intorno alle 12 vado a casa di  Ugo. Lo saluto, parliamo un po’. Poi gli chiedo cosa ha voglia di mangiare. Nel pomeriggio in genere faccio un po’ di spesa e così chiedo se a lui serve qualcosa magari. Quando metto il piede fuori dalla sua porta, dopo il caffè, ne sento un’altra che si apre. «Tiziana ciao!».

 

Mi chiama Anna, la signora del terzo piano. Mi chiede come sto. Mi chiede se devo per caso passare dal supermercato. Io salgo da lei. La saluto, prendo il suo foglietto con una piccola lista. Poi lei mi racconta che sua nuora, insomma, ha deciso che non vuol portarle più la bambina. E’ arrabbiata e mi chiede cosa le conviene fare. Parlare con il figlio? Attendere che ci ripensi? Intanto la nipotina cresce e quella sì, dai, è una mamma pazza.

 

Io la guardo, le dico che lei deve chiamare e chiedere sempre della bimba, non riprendere vecchie storie. Poi scappo, lei lo sa. Ho una tabella di marcia fitta e strada facendo, in quel condominio, può accadere di tutto. Saluti, richieste, informazioni. Regalini. Due mattine alla settimana poi in realtà vado al quinto piano dove vive una coppia, non ha figli ma ha bisogno di qualcuno che si prenda cura della loro casa.

 

Le giornate di una badante condominiale sono imprevedibili, non conoscono la noia. A volte qualcuno mi chiede se ho ore extra, così si inserisce qualche altra famiglia per una pulizia dei vetri o una cena da preparare. Un modo per risparmiare, certo. Poi io faccio il conteggio delle ore a fine mese e le consegno a Spaziocuore, la cooperativa sociale per cui lavoro. I familiari mi pagano e si sentono più sereni così.

 

Ma c’è qualcosa che in quei conti sfuggirà per sempre. Si chiama «condivisione». Parola assai di moda, già. Per noi, quelli del condominio di una via del centro di Milano, significa questo: «Ugo ma perché non vieni da noi, i due bimbi giocano e tu puoi stare un po’ con noi, vedi la tv in compagnia, che dici?». Ma anche questo: «Anna ma perché non facciamo una festa all’ora del tè con Ugo, i bambini, la coppia del primo piano e invitiamo qualche vostro amico?». A volte, le proposte le lancio per provocarli. Altre volte, li guardo, li vedo soli e chiusi nei cubi delle loro stanze e colgo al volo la loro richiesta di compagnia stampata negli occhi.

 

La verità è che mi sento una mamma particolare. Un punto di riferimento. Io non ho figli, ho 43 anni e un marito, la vita è andata così ma sono felice lo stesso. Quando vado a lavorare però mi sento strana: cresce qualcosa attorno a me, cresce la sensazione che qualcuno conta su di me. Non sono i panni da stirare a fare la differenza, sarà il tempo dedicato, la cura con una pensiero, un saluto sorridente: accade tutto questo nel mio posto di lavoro.

 

Al parco spesso le badanti stanno insieme e le persone sono isolate. Qui invece non c’è alcun motivo per dividersi. Il portiere, i genitori degli altri bambini, il negozio sotto casa. Si diventa famiglia, e in fondo che male c’è. Ecco a volte esiste anche un rimedio: mentre la gente si allontana, pensa a divorziare, nascono altri gruppi. Chiamatele famiglie, chiamatele rimedi felici (e condivisi)».

 

Leggi tutto   http://www.vanityfair.it/news/societ%C3%A0/14/02/20/badante-condominiale

 

 

 

 

Carabinieri sequestrano il condominio: 120 unità immobiliari…

7 febbraio 2014

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6 febbraio 2014

 

Orta di Atella (Caserta): carabinieri sequestrano condominio abusivo

 

Un complesso edilizio del valore di 9 milioni di euro, composto da 120 unità immobiliari costruite in violazione del progetto originario è stato sottoposto a sequestro a Orta di Atella, Caserta. Gli immobili, secondo quanto accertato dai carabinieri, erano stati costruiti in maniera non conforme a quanto approvato in sede di rilascio del permesso.

 

Invece di realizzare attività commerciali in un’area industriale del comune casertano erano sorte delle villette a schiera messe in vendita con l’accusa di non aver rispettato il piano di lottizzazione preventiva. 

 

Gli immobili, secondo quanto sostenuto dai carabinieri, erano stati costruiti in maniera non conforme a quanto approvato in sede di rilascio del permesso. Due gli avvisi di garanzia notificati nei confronti di un amministratore del Comune e della titolare di un’impresa edile.

 

I militari del comando di Marcianise ritengono di avere individuato come il responsabile del settore urbanistico, per favorire la ditta costruttrice avesse avviato un procedimento  che prevedeva una sanzione pecuniaria, anziché l’abbattimento dello stabile fuori norma.

 

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http://www.youreporternews.it/2014/orta-di-atella-caserta-carabinieri-sequestrano-condominio-abusivo/

 

 

….da due anni si sapeva che l’amministratore incassava le quote ma non pagava i fornitori….denunciato più volte ancora amministrava….

5 febbraio 2014

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di Andrea Bene da il Centro

 

Condominio con 50 famiglie senza riscaldamento da 15 giorni

 

La società del gas blocca la fornitura per 41 mila euro di bollette non pagate, a rischio anche l’acqua I proprietari accusano l’amministratore: «È sparito con le nostre quote, il Comune ci aiuti»

 

PESCARA. In un condominio di via Alento e via San Donato ci sono 50 famiglie che vivono al freddo dal 20 gennaio scorso.

 

Ma non è colpa loro, perché loro le quote condominiali per saldare i pagamenti dei consumi del riscaldamento centralizzato e dell’acqua le hanno sempre versate. Sarebbe stato l’amministratore del condominio a non provvedere al pagamento delle utenze. Così, con il passare del tempo e all’insaputa dei condomini, è cresciuto un debito mastodontico e ora la società del gas ha applicato alla lettera ciò che prevede la legge e ha staccato la fornitura.

 

Tutti al freddo: cinquanta famiglie, tra cui diversi bambini, anziani e persone malate. E ora potrebbe accadere lo stesso con l’acqua, perché si è scoperto che c’è anche un debito maturato con l’Aca, l’azienda acquedottistica, che supera i 36mila euro.

 

Perché non sono state pagate le bollette? I residenti non sanno spiegarselo, però qualche sospetto ce l’hanno. «Abbiamo sempre pagato regolarmente le quote condominiali all’amministratore», dice Ivan R., «ma non sappiamo che fine abbiano fatto i pagamenti, perché sono due anni che non vengono approvati i bilanci del condominio. L’ultimo approvato è del 2011. I rendiconti contabili del 2012 e del 2013 non li abbiamo visti».

 

Si chiama Arturo Ferrandina l’amministratore accusato da decine di condomini di essersi appropriato delle quote condominiali e di non aver pagato i lavori effettuati negli edifici. La sua storia è salita alla ribalta delle cronache due anni fa, quando i residenti di alcuni palazzi gestiti da Ferrandina, a Pescara e anche a Francavilla, si sono ritrovati improvvisamente debitori per lavori eseguiti e mai pagati. L’amministratore è stato denunciato più volte ed è stato persino citato in giudizio per gli ammanchi nelle casse condominiali. L’udienza si terrà addirittura tra due anni.

 

leggi tutto   http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/02/03/news/condominio-con-50-famiglie-senza-riscaldamento-da-15-giorni-1.8599900

 

 

ANCI e ANACI: firmato il protocollo per Favorire le condizioni di vivibilità e fruibilità negli spazi pubblici

8 gennaio 2014

130Fonte: ANCI.it             Roma, 12 dicembre 2013

Favorire le condizioni di vivibilità e fruibilità negli spazi pubblici ed una serena e pacifica convivenza tra i cittadini/condomini, con particolare attenzione alle criticità scaturenti dalle diverse culture e tradizioni. È questa la principale finalità del Protocollo d’intesa siglato oggi tra l’ANCIAssociazione Nazionale Comuni Italiani – e l’ANACIAssociazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari.

ANCI e ANACI, con la firma del Protocollo, intendono dare maggiore efficacia all’intervento della Polizia Locale volto ad affrontare le problematiche e le criticità segnalate e all’interno dei complessi condominiali, anche tramite un’attività di verifica preventiva delle segnalazioni. Altro impegno, è di garantire il rispetto di leggi e regolamenti, con particolare riguardo ad eventi e fattispecie correlati a fenomeni criminosi, illeciti amministrativi e comportamenti comunque vietati, che generano elevato allarme sociale in ambito residenziale. Pensiamo ad esempio al favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione dell’immigrazione clandestina, la presenza di stranieri non debitamente segnalati all’Autorità di P.S., l’esercizio abusivo di attività ricettive o di ristorazione, lo spaccio di sostanze stupefacenti, la presenza di persone disturbanti o che cagionano un perdurante stato d’ansia e di paura e di fondato timore per l’incolumità dei condomini, la detenzione di materiale contraffatto o provento di reato. È prevista infine la costituzione di Tavoli locali permanenti di confronto.

“Con la firma di questo Protocollo si evidenzia ancora una volta l’importanza del ruolo di polizia di prossimità delle polizie municipali ed è un ulteriore passo in avanti per sottolineare l’importanza della prevenzione alla sicurezza urbana, del presidio e controllo del territorio, rispetto alla recrudescenza della criminalità e di degrado sociale che colpiscono i nostri quartieri e le nostre città ’’ afferma Giorgio Pighi, Sindaco di Modena e Delegato ANCI alla sicurezza. “I cittadini sentono il bisogno di una maggiore sicurezza, di una riqualificazione dei quartieri, di funzionalità e adeguatezza dei servizi pubblici, di pulizia ed igiene ambientale – conclude Pighi – Il Protocollo va proprio in questa direzione, quella di restituire ai cittadini la vicinanza delle istituzioni in momenti difficili come questo che stiamo attraversando, di fiducia e di maggiore controllo e sicurezza sul territorio’’.

“Questo protocollo – sottolinea il Presidente Nazionale ANACI – apre nuovi ed importanti scenari che contribuiscono ad individuare e rafforzare negli amministratori condominiali la convinzione di essere sempre più protagonisti attivi nel rafforzare quell’azione sinergica con le altre istituzioni locali, per garantire la serena e sicura convivenza tra condòmini, segnalando tutte quelle situazioni di degrado che penalizzano la qualità della vita: presenza di prostitute negli appartamenti, di immigrati clandestini, di persone dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, di ristoranti abusivi o più semplicemente di situazioni di difficoltà relazionale prodotte da differenze culturali o dovute a comportamenti conseguenza di instabilità relazionali, da patologie psichiche ovvero tutte quelle circostanze che appesantiscono la vita nei condomìni e provocandone anche una profonda svalutazione economica”.

 

COMUNICARE NON E’ FACILE: lettera da un Cliente. Leggete l’allegato, inviate la risposta che più vi piace a tisuggerisco@unicasaitalia.it

14 settembre 2010

000leggi la “Lettera da un Cliente”-invia la tua “risposta al Cliente” alla mail  tisuggerisco@unicasaitalia.it  Le risposte più simpatiche saranno pubblicate