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Condominio – tra legge e psicologia – diritto “a fare” e diritto “ad avere”

14 aprile 2014

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Venerdì  11 aprile 2014 presso i locali della Pubblica Assistenza di Siena  97, si è tenuto l’incontro “Sulla psicologia condominiale, la norma e la recente legge di riforma” organizzato dalla Pubblica Assistenza di Siena con il patrocinio del Comune di Siena e della Asl 7. L’incontro in oggetto è nato dalla constatazione che molto spesso le liti condominiali nascono a causa della mancata conoscenza dei propri diritti e doveri. Ciò poiché i condomini talvolta non conoscono o non comprendono la normativa che disciplina la materia condominiale e non prestano attenzione alle regole loro imposte dal regolamento di condominio. A tale fatto si deve aggiungere che molto spesso le persone tendono a considerare la propria abitazione come un prolungamento della propria persona ed a prendere quindi, come offesa personale un comportamento, magari anche legittimo, di un altro condomino.

 

Il fine ultimo di questo incontro è stato quindi quello di conoscere un po’ meglio i diritti e doveri che in generale ci assumiamo in qualità condomini e di comprendere i meccanismi psicologici che possono involontariamente indurci a tenere comportamenti aggressivi o a covare rancori ingiustificati per evitare che una errata valutazione del proprio o dell’altrui comportamento possa indurre ad uno scontro personale/legale che avrebbe potuto essere evitato. In particolare cercheremo di capire come uscire dai conflitti ed imparare ad esprimere il proprio pensiero in modo assertivo arrivando ad un compromesso o all’accordo.

 

il contributo di Unicasa progetto “Rispetto & Tolleranza” http://www.unicasaitalia.it/rassegna_stampa/9.pdf

 

Oltre al tema legale è stato affrontato il tema relazionale e psicologico del condominio ovvero come mai non riusciamo ad andare d’accordo con il nostro vicino. La psicologa ha spiegato che significato ha per noi la casa (spazio di espressione personale, rifugio, sicurezza, radici) e perché a volte è difficile confrontarsi con “l’altro” per trovare una soluzione senza fermarsi alla mera accusa (è colpa tua!). Sono state spiegate le tre modalità di comunicazione verbale e non verbale (passivo, aggressivo e assertivo) che usiamo tutti i giorni, prestando attenzione al comportamento verbale assertivo. L’assertività (dal latino “”asserere”” che significa “”asserire””), è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’interlocutore. Durante l’intervento è stata sottolineata l’importanza dell’autostima di sé stessi nella condotta assertiva, poiché chi si vuole bene si relaziona in maniera adeguata con gli altri ed ha una vita sociale più felice. La psicologa ha concluso il suo intervento sottolineato i sette punti fondamentali per affrontare i conflitti, ovvero: Uscire dalla logica “di chi è la colpa” e utilizzare quella del “perché è successo”; sviluppare la logica della negoziazione; ragionare sui fatti e non farsi guidare da opinioni personali e idee preconfezionate; lasciare che il conflitto si manifesti e gestirlo subito; mettere in luce le differenze e non appiattirle; creare punti di contatto tra le proposte espresse e infine non mettere le ipotesi in concorrenza tra loro, ma in rapporto all’obiettivo da raggiungere.

 

Leggi tutto   http://www.ilcittadinoonline.it/news/171311/Condominio__tra_legge_e_psicologia.html

 

 

TANGENTI DA CONDOMINIO 12 MILA MILIARDI ALL’ ANNO – Titolo da “La Repubblica” – di quale ANNO?

11 aprile 2014

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 NON E’ VERO CHE UN AMMINISTRATORE VALE UN ALTRO!

ROMA – E’ una piccola tangente alla portata di tutti, di quelle che si possono anche pagare senza accorgersene: poche lire in più al mese per il portiere, una rata un po’ più alta per il tetto, una bolletta di luce-scale da 60 mila lire invece che da 55. Chi va a controllare il bilancio dello stabile per vedere quanto consuma davvero l’ ascensore? Pochi, e sbagliano. Perché gli amministratori di condominio, ci racconta un’ inchiesta del mensile Gente Money, fanno la cresta sulla spesa. Si mettono in tasca ogni anno 12 mila miliardi, che non sono pochi. 12 mila miliardi su un giro d’ affari complessivo di 65-70 mila: è quasi il 20% dei bilanci che finisce sui conti correnti privati del ragioniere. Possibile? Provato. Lo confermano le associazioni dei condòmini, che ne raccontano da ridere e da piangere, ma anche gli amministratori “”professionisti””, quelli riuniti in associazione, in regola con il fisco, quelli che tengono la partita Iva e che a casa in un cassetto hanno almeno la licenza di scuola media. Ai professionisti gli amministratori fai-da-te rovinano la piazza: “”Evadono il fisco, spesso truffano e gettano discredito sulla categoria””, si lamenta Vittorio Marchini, presidente della più grande federazione di amministratori (la Fiabs) con sede a Genova. E come fanno? In cosa consistono le truffe? Il caso più facile, quasi naif: si infila una voce anomala in bilancio (cancelleria, spese legali), o si inganna un po’ sul contributo previdenziale del portiere. La versione avventurosa, genere James Bond: Marchini cita il caso delle autobotti con by-pass, un meccanismo di rifornimento del gasolio per cui al momento di scaricare nel serbatoio di casa il 30% del liquido torna indietro attraverso un tubicino che sta dentro il tubo grande. L’ altro trucco è quello del sapone di Marsiglia, che si scioglie nel gasolio fa schiuma e prende lo stesso odore e colore del liquido, per cui se uno apre la botola per guardare scambia la schiuma per gasolio. Il metodo numero tre è rudimentale e più rischioso: noto come “”prendi i soldi e scappa””, un maestro del genere resta il ragionier Fioretti di Bergamo, con 120 immobili in gestione. E’ latitante da agosto, si è portato via 6 miliardi di bollette, con la fastidiosa conseguenza che in tutti gli stabili che gestiva stanno staccando luce acqua e gas per morosità. E’ il sistema più praticato: l’ azienda del gas di Milano ha predisposto un telegramma-tipo prestampato da inviare agli amministratori morosi, che a giudicare dall’ accorgimento non devono essere pochi. Infine, il metodo classico: la tangente sui lavori di manutenzione. La percentuale mediamente richiesta dall’ amministratore disonesto alla ditta che imbianca la facciata è del 6%, ma si arriva al 10. Un esempio: due anni fa per ripristinare tetto e facciata e tingere un edificio di via Chiana, a Roma, il preventivo fu di un miliardo e 200 milioni. La tangente per l’ amministratore di 120 milioni. “”Tentano di corrompere tutti, ci hanno provato anche con me””, racconta Rosalba Job, direttore della sede romana della Assocond, associazione di condòmini nata nell’ 87 col principale scopo di tenere gli amministratori sotto controllo. “”E’ venuto il rappresentante di una ditta di costruzioni, mi ha promesso una quota per ogni condomino che convincevo a rivolgersi a loro””. E’ la prassi, assicura la signora, che di mestiere fa il consulente finanziario e si occupa di condomìni – dice – per passione. Gratis? “”Sì, la consulenza in ufficio è gratis. Poi ci facciamo pagare la rappresentanza in assemblea: 150 mila lire le prime due ore, 30 mila le successive””. Rappresentanza in assemblea vuol dire che il consulente fiscale si presenta attorno al tavolo al posto della signora del secondo piano (da cui è pagato) e fa presente all’ amministratore che così non lo può fare e stia attento che se insiste finisce anche in galera. Funziona abbastanza. Va bene, ma come si arriva a 12 mila miliardi? Truffe, tangenti, mancati pagamenti e evasione fiscale, ripetono all’ Assocond. La stima è attendibile. Gli amministratori in Italia sono circa 205 mila, di cui solo 5-6 mila sono iscritti ad associazioni. Gli altri sono “”indipendenti””: 120 mila circa amministrano il palazzo in cui vivono, gli altri 80 mila hanno in carico più di uno stabile. “”Sono quelli che, per la maggior parte, non pagano le tasse e sfuggono ai controlli””, dice Marchini. La sua federazione insieme alle associazioni di piccoli proprietari chiede che sia istituito un albo professionale. In Parlamento c’ è un disegno di legge. Ma un albo basterebbe a garantire i condomini, a evitare i raggiri? “”Forse no, i disonesti rimarrebbero. Ma metterebbe intanto qualche paletto. Per esempio, quello del titolo di studio. Lo sa quanti sono oggi gli amministratori che hanno fatto appena le elementari?””. Quanti? “”Moltissimi, non dico la maggior parte ma tanti, specialmente al Sud. E lo sa quanto guadagnano?””. Quanto? “”Io dico più di noi, che se lavoriamo dieci ore al giorno, magari in uno studio associato, pagando Iva e tutto il resto portiamo a casa al massimo 10 milioni al mese””. Netti? “”Certo, netti, perché?””.

 

Da   La Repubblica   di  CONCITA DE GREGORIO   del   30 gennaio 1993  

 

 

Il dramma familiare e sociale della separazione nel condominio – Condominio per padri separati

4 aprile 2014

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Prato, 4 aprile 2014 – Cinque appartamenti di 45 mq per padri separati e in condizioni economiche di disagio, con in più area giochi, giardini e centro civico aperto a tutti i residenti dell’area: gli assessorati all’Urbanistica e ai Servizi sociali ed Epp (Edilizia Pubblica Pratese) spiegano il condominio solidale per genitori separati di via Leopardi, che ha ricevuto il via libera dal consiglio comunale.

 

Già dal 2010 era emersa la volontà del Comune di Prato di individuare una forma di aiuto ai genitori che vivevano il dramma della separazione e della perdita del reddito a causa della crisi economica ed occupazionale. Una situazione che a Prato vivono  molti padri, che non possono permettersi una casa in affitto ai prezzi di mercato e devono sistemarsi in alloggi di fortuna o anche in macchina. L’esigenza venne presentata  attraverso il Lode (Livello Ottimale di Esercizio) alla Regione Toscana, che rispose con un bando per l’assegnazione di risorse ai Comuni interessati alla realizzazione di condomini solidali per separati.

 

Su 23 richieste avanzate ne sono state accolte 5, tra cui Prato, con un finanziamento di 810mila euro. Il progetto presentato dal Comune di Prato e da Epp ha ottenuto un alto punteggio per la qualità dell’intervento e per l’impiego di bioedilizia e sistemi di risparmio energetico per realizzare un edificio di “”classe A””.

 

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Torino: scoppio all’alba in un fabbricato di 9 piani – Le Autorità dichiarano che tutto era sicuro….ma nell’assemblea della scorsa settimana….

11 marzo 2014

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I FATTI:

 

Alba di terrore al confine con San Mauro Torinese. E’ esploso un alloggio al primo piano di una palazzina di nove piani in strada della Verna 20, nel quartiere Barca,  di proprietà del Consorzio intercomunale torinese che fa riferimento all’Agenzia Territoriale della Casa (Atc). Lo scoppio ha causato anche un incendio che si è esteso al palazzo accanto sempre di nove piani. Si è temuto per la sorte di un bambino disperso sotto le macerie; i vigili del fuoco lo hanno ritrovato salvo poco dopo le sette del mattino anche se ferito. Il bambino, infatti, è precipitato dopo lo scoppio e ha riportato un trauma cranico. Altre quattro persone, due adulti e due bambini sono rimasti intossicati, mentre altri due adulti si sono ustionati lievemente. In totale sono 13 le persone portate in ospedale e 12 invece quelle medicate sul posto. Nessuno dei feriti e intossicati è in gravi condizioni. Sono oltre un centinaio gli sfollati: sono gli inquilini oltre che della casa esplosa dei due edifici vicini che poco dopo le sei sono stati fatti uscire di casa e ora stanno assistendo in strada alle operazioni di spegnimento dell’incendio. E 48 sono gli alloggi evacuati. Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco l’esplosione potrebbe essere stato causato dallo scoppio di una bombola di gas, nell’appartamento dove vive una persona anziana. La protezione civile si sta attrezzando per fornire agli sfollati coperte e i generi di prima necessità. Sono intervenuti anche i carabinieri, la polizia e la polizia municipale.

 

IL SINDACO FASSINO DICHIARA:

 

“”Il nostro impegno  è di trovare immediatamente una sistemazione, già entro oggi, per tutte le famiglie sfollate. Faremo del nostro meglio  affinché il ripristino degli appartamenti danneggiati avvenga nel più breve tempo possibile. Sulle cause dell’esplosione aspettiamo la relazione dei tecnici“”.

 

IL PRESIDENTE ELVI ROSSI DELL’ATC DICHIARA:

 

“”La caldaietta dell’appartamento da cui è partita l’esplosione sembra essere intatta. Questo stabile è sicuro: i controlli ci sono e per qualsiasi problema è possibile contattare il nostro numero verde.

 

MA 5 GIORNI FA IN ASSEMBLEA ALL’ORDINE DEL GIORNO C’ERA ED E’ STATO DISCUSSO IL SEGUENTE PUNTO:   «bombole di gas utilizzate per riscaldamento, un rischio per la sicurezza di tutti»

 

Era la sera del 5 marzo, riunione di condominio negli scantinati della palazzina al civico 20 di Strada della Verna, interni 7 e 9, quelli colpiti dall’esplosione. Gli appartamenti sono 48: 38 di proprietà del Consorzio intercomunale torinese (Cit), agli altri dieci acquistati dagli inquilini.  

 

«Ci sono molti problemi, per questo hanno chiesto a noi di rappresentarli nella riunione di condominio» dicono la segretaria provinciale di Assocasa-Ugl, Desirée Mensa, e l’avvocato Simona Beccaria. Erano state loro a insistere per inserire all’ordine del giorno anche il problema delle «bombole di gas utilizzate per riscaldamento, un rischio per la sicurezza di tutti», sostengono. Un effetto della crisi, che ha spinto molti a tagliare le spese. Anche a rischio dell’incolumità. «Abbiamo insistito per mettere a verbale queste preoccupazioni» aggiunge l’avvocato Beccaria.

 

«Capiamo che la crisi economica abbia colpito molte famiglie, ma non possiamo accettare comportamenti che mettano a rischio la sicurezza» aggiunge Mensa. Negli ultimi anni, le vendite di stufette a gas (ma anche a pellet) sono aumentate in modo vertiginoso. I soldi a disposizione delle famiglie sono sempre meno, la gente «taglia» dove può. E le spese di riscaldamento non fanno eccezione. Complice anche la normativa del giugno 2013 che consente a qualsiasi inquilino di staccarsi dall’impianto di riscaldamento comune. Fatte salve le norme di sicurezza. E pure l’equilibrio termico dell’edificio. Ma in tempi di magra, ciascuno tende a pensare alle proprie tasche. Con buona pace di chi si ritrova al gelo perché i vicini hanno deciso di scaldare quando e quanto pare a loro per risparmiare. Così, la scelta della stufetta diventa «contagiosa». Di più, quasi obbligata. Certo, la legge stabilisce limiti (dai 15 ai 40 chili) per le bombole di gas tenute in casa, ma nessuno controlla.

 

«Per questo abbiamo chiesto un sopralluogo urgente» aggiunge Mensa. Ma c’è di più. Nella stessa riunione, le due rappresentanti dei proprietari avevano evidenziato altri problemi. Come il caos nel parcheggio davanti alle palazzine, che può anche ostacolare l’intervento di ambulanze e vigili del fuoco in caso di emergenze. Oppure l’allacciamento abusivo di alcuni inquilini alle linee elettriche condominiali, causa la difficoltà a pagare le bollette. «Anche questo è un pericolo per la sicurezza, sono tutte situazioni che possono diventare elementi di rischio per tutti gli inquilini, anche se non se ne rendono conto» aggiunge Mensa. C’è, poi, il capitolo assicurativo. «La polizza stipulata da Atc garantisce fino a un certo punto – spiegano la sindacalista e l’avvocato -. Abbiamo ottenuto di fare un’integrazione, proprio per avere un minimo di garanzie». Ieri mattina, molti residenti nelle palazzine colpite dall’esplosione hanno chiesto informazioni ai funzionari Atc intervenuti per valutare la situazione. «Siamo assicurati, fate una denuncia e sarete rimborsati» era la risposta.

 

Resta oggi la disperazione e la paura di aver perso tutto.

 

Fonti: http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/03/10/news/alba_di_paura_a_torino_esplode_un_alloggio_disperso_un_bambino_altri_due_in_ospedale-80627191/

 

http://www.lastampa.it/2014/03/11/cronaca/le-paure-del-condominio-ci-sono-troppe-bombole-meVkwdt9FXKqQDneuRS3WI/pagina.html

 

 

CONDOMINIO: L’AMMINISTRATORE SCAPPA CON LA CASSA? QUALCHE UTILE CONSIGLIO dell’Avvocato Patrizia Comite

8 marzo 2014

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L’Avvocato Patrizia Comite (che ancora non conosciamo ma che ci interessa senz’altro conoscere) http://giuridicamenteparlando.blogspot.it/p/chi-sono.html

 

Ha scritto: POCHE SEMPLICI PRECAUZIONI PER EVITARE SCELTE “CATASTROFICHE” . Quando si vuole scegliere un nuovo amministratore ci sono piccoli accorgimenti da seguire che sebbene non siano da soli risolutivi se non altro aiutano a non incorrere in scelte che si possono rivelare “catastrofiche”. Se invece con il nostro amministratore si è instaurato un rapporto che ormai dura da diverso tempo, è bene adottare altre preziose precauzioni.

 

PRECAUZIONI:

 

Le referenze. La prima regola da seguire è quella delle referenze. L’amministratore di condominio è una professione che si basa sull’intuitu personae, cioè una scelta che deve essere fondata sulla fiducia e sulle qualità morali e professionali della persona che si candida a gestire e amministrare il nostro stabile. Sapere “chi è” quell’amministratore è, a mio avviso, requisito indefettibile Un accorgimento utile è quello di chiedere al candidato quali altri condomini amministra e quindi verificare di persona recandosi in loco, chiedendo informazioni alla custode o ai proprietari di questi immobili, quale reputazione ha quell’amministratore cercando di capire (e carpire) quale grado di stima gode presso di loro.

 

CONTROLLI SUGGERITI:

 

  1. I fornitori. Come è  possibile che per oltre due anni le ditte fornitrici abbiano potuto continuare a erogare servizi al condominio (ormai divenuto gravemente moroso) quali metano, acqua, energia elettrica, opere di manutenzione etc., per decine di migliaia di euro, senza comunicare la mancata soddisfazione dei loro crediti ai diretti interessati ovvero ai condomini?

  2. L’esame delle pezze giustificative. Una buona abitudine, anch’essa utile a scongiurare prelievi illeciti dell’amministratore dalle casse del condominio, è il controllo programmato (almeno una volta l’anno) delle scritture contabili, fiscali e bancarie conservate presso lo studio dell’amministratore. Solitamente questo adempimento viene svolto dai consiglieri ma il diritto di esaminare questi documenti spetta a tutti.

 

LA NOSTRA VALUTAZIONE:

 

Sono senz’altro validi i suggerimenti dell’Avvocato Patrizia Comite.

 

Purtroppo solo uno nel capitolo PRECAUZIONI. Suggeriamo che in questo capitolo il Cliente possa e debba valutare anche l’organizzazione e la serietà dell’azienda che si propone per l’amministrazione e la gestione del denaro, e NON SOLO la INTUITU PERSONAE (la fiducia alla persona): le procedure, la suddivisione dei compiti, la suddivisione delle responsabilità sono la prima garanzia (in qualsiasi azienda) della corretta gestione del denaro.

 

NON E’ VERO CHE “UN AMMINISTRATORE VALE L’ALTRO”!

 

 leggi tutto     http://giuridicamenteparlando.blogspot.it/2014/03/condominio-lamministratore-scappa-con.html