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Mercato immobiliare di Milano e della città metropolitana: segno positivo nel 2016. Ai Clienti Unicasa suggeriamo di anticipare l’andamento del mercato………

10 agosto 2016

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Fimaa Milano Monza & Brianza: …… le previsioni da qui alla fine dell’anno intravedono un segno positivo è corretto.

Stiamo parlando del mercato immobiliare di Milano e della città metropolitana. Rispetto ai costanti segni negativi che dal 2009 hanno contrassegnato il settore nel primo quadrimestre di quest’anno c’è una sorta di stabilizzazione.

Questo quanto emerge dal Sentiment di Fimaa Milano Monza & Brianza (l’Associazione degli agenti immobiliari e d’intermediazione aderente a Confcommercio Milano) sul primo quadrimestre dell’anno.

Il Sentiment, attraverso la rete capillare di agenti immobiliari associati, è un monitoraggio costante che dà una fotografia dinamica del mercato. I prezzi sono stabili, si riduce il divario medio tra prezzo richiesto e prezzo effettivo e calano i tempi medi di vendita.

Quasi 3 appartamenti su 10 compravenduti sono nuovi.

I trilocali sono la tipologia più richiesta ed anche nell’hinterland c’è meno domanda di monolocali.

Si acquista prevalentemente per esigenze di prima casa, ma tra le motivazioni si segnala anche una ripresa dell’acquisto per investimento.

A Milano città i bilocali e i trilocali sono gli appartamenti più richiesti.

Minore la compravendita, invece, per i monolocali.

Le compravendite riguardano soprattutto l’acquisto della prima casa ed è il mutuo la modalità di finanziamento più impiegata (79%).

Rallentano, invece, domanda e offerta di affitti (con canoni stabili). 

“Nella prima parte del 2016 – rileva Vincenzo Albanese, presidente di Fimaa Milano Monza & Brianza – il trend di mercato è migliorato, ma è prematuro parlare di ripresa certa. Se, infatti, le compravendite, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, nei primi tre mesi sono cresciute (a Milano, solo per il settore delle abitazioni + 26%) la percezione degli operatori associati ci indica come l’effervescenza registrata sia sostanzialmente la ‘coda’ delle compravendite del 2015 rogitate quest’anno”.

Ma gli addetti ai lavori vogliono comunque vedere il bicchiere mezzo pieno. …………………

Da http://quibrianza.it/cronaca/monza/mercato-immobiliare-milano-e-monza-puo-essere-l-anno-del-rilancio.html

Milano, finti agenti immobiliari vendevano case di lusso: operazioni inesistenti, truffati 2 milioni. FIDATEVI DI CHI CONOSCETE, se volete vendere o acquistare parlatene con il vostro amministratore Unicasa

5 agosto 2016

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Ingannavano in centro a Milano proprietari e clienti di appartamenti di pregio. Erano riusciti a farsi versare circa 2 milioni di euro di caparre su conti svizzeri che poi investivano in lingotti d’oro. Sono 17 le truffe che gli 8 italiani indagati per associazione a delinquere avrebbero compiuto da gennaio 2013 a marzo 2016. Sette di loro sono finiti in manette con l’operazione ‘Re Mida’, mentre un’ottava persona è a Santo Domingo. Si tratta di quattro uomini e quattro donne residenti a Milano, tutti tra i 41 e 77 anni, e non nuovi a questo tipo di reati.

 Quelle che vendevano non erano case esposte su siti internet o agenzie immobiliari, ma appartamenti di lusso che gli arrestati cercavano tra le centralissime vie del capoluogo lombardo con vere proprie indagini di mercato. La truffa avveniva in due direzioni: prima si mostravano interessati alla mediazione per l’acquisto degli immobili con i reali proprietari, dai quali si facevano consegnare documenti, planimetrie, copia dei pagamenti di luce e gas e chiavi. Poi, con la promessa di mettere i proprietari in contatto con facoltosi e affidabili clienti, sparivano nel nulla per diverso tempo. Dopo alcuni mesi ricomparivano in un’altra veste, quella di proprietari.

Infatti, utilizzando i nominativi dei padroni degli immobili di pregio, creavano identità false a cui intestavano sim telefoniche e conti correnti in Svizzera. Da qui iniziava la caccia ai clienti da raggirare, a cui proporre l’acquisto degli stessi appartamenti di lusso di cui, mesi prima, si erano fatti consegnare documenti e chiavi dai veri proprietari, anche loro ingannati. Gli acquirenti, credendo di comprare la casa a lungo cercata, versavano i loro risparmi, caparre e anticipo del totale per centinaia di migliaia di euro, su conti svizzeri aperti dai malviventi. Il tutto davanti ai notai sempre diversi, risultati estranei ai fatti.

Gli immobili di pregio utilizzati dall’associazione criminale si trovano in centro a Milano: sei a Pagano, uno in via Melzi D’Eril di fronte all’Arco della Pace, uno nella residenziale via Ippodromo, uno in corso Indipendenza e tre in via Solari, poco distante dai Navigli. Tutti gli appartamenti venivano proposti a più acquirenti, che non sapevano di star ‘comprando’ case già vendute. Ad esempio in due mesi un immobile di via Vaina, in Porta Romana, era stato ‘venduto’ cinque volte a cinque clienti diversi. “Si tratta – ha spiegato il procuratore aggiunto Riccardo Targetti – di una vera associazione a delinquere strutturata per perseguire il medesimo fine con un modus operandi che, senza l’intervento della magistratura e dei carabinieri, avrebbe potuto andare avanti all’infinito”. Ingannati anche i notai, “una categoria che da ora in poi quando si troverà di fronte a venditori non conosciuti non dovrà più accontentarsi solo dei documenti di identità forniti. Perché, come nel caso dell’operazione ‘Re Mida’, potrebbero essere carte false”, commenta Targetti.

Creditori del condominio: il conto corrente condominiale è aggredibile…..o no?

13 giugno 2016

Di Corrado Sforza Fogliani – Presidente Confedilizia

equitalia-blocco-conto-corrente-senza-avvertire1“L’articolo 63 disposizioni attuative del Codice civile, così come riscritto dalla legge di riforma (legge numero. 212/’12), stabilisce, al secondo comma, che «i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condòmini». E in tale prospettiva prevede, al primo comma, che l’amministratore sia «tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condòmini morosi».

Nonostante questo chiaro disposto normativo, secondo una tesi interpretativa il conto corrente condominiale sarebbe comunque direttamente aggredibile. Ciò, sul presupposto, in sostanza, che tale conto costituirebbe un patrimonio separato del condominio, con la conseguenza che le somme in esso presenti non sarebbero più riconducibili ai singoli condòmini che le hanno versate (cfr., fra le altre, Tribunale Milano ord. 27.5.’14).

Si tratta di un orientamento (in relazione al quale risultano comunque anche posizioni opposte: cfr. Tribunale. Pescara ord. 17.12.’13) che non può, evidentemente, essere condiviso.

Le somme giacenti sul conto corrente condominiale non possono costituire, infatti, un patrimonio separato per la semplice ragione che il condominio anche dopo la riforma non ha alcuna soggettività giuridica. La conclusione è, allora, che tali somme sono da riferirsi, esclusivamente, ai singoli condòmini, con la (ovvia) conseguenza che l’escussione di un conto corrente condominiale, ove siano presenti anche fondi di proprietari virtuosi (com’è di norma), violerebbe la condizione posta dal predetto articolo 63.”

Mamma e Papà acquistano la casa ai figli: così l’acquisto per i figli è sicuro

30 maggio 2016

Da Quotidiano Condominio Il Sole 24 Ore di Emiliano Sgambato 

Aiutare i imagesWX377RPNfigli nell’acquisto di una casa è il desiderio di molti genitori……………..

Si tratta di un aiuto legittimo che, tuttavia, per non comportare problemi fiscali e civilistici ………….  Succede che – per poca conoscenza della materia e magari proprio per paura di contravvenire alla legge – spesso si agisca in modo da mettere a rischio un’operazione che invece è del tutto lecita.

Sostanzialmente ci sono due strade percorribili per sostenere i figli nell’acquisto della casa ….

 o si cede ai figli una somma di denaro che poi verrà utilizzata per acquistare l’immobile

 o si dispone direttamente dal proprio conto corrente il pagamento alla parte venditrice davanti al notaio.

La prima ipotesi necessita di un doppio passaggio e di regola di due atti notarili. Il primo è la donazione del denaro, il secondo è la compravendita della casa ………  vantaggi di questa soluzione ….. chiarezza sui passaggi di denaro e la trasparenza nei rapporti familiari, specialmente se ci sono altri figli …… il passaggio di denaro avviene attraverso un atto registrato, è noto all’amministrazione finanziaria e quindi non sorge nessun tipo di problema davanti a eventuali verifiche fiscali ….. Non emerge poi nessuna donazione dall’atto di compravendita, il che facilità l’eventuale successiva alienazione dell’immobile (vedi articolo in basso). Tra gli svantaggi c’è principalmente l’aumento dei costi, perché il notaio redige due atti. Inoltre la donazione di denaro va a erodere la franchigia di un milione di euro (limite su cui non si pagano imposte) di cui gode la tassazione sulla successione ereditaria.

La seconda ipotesi è invece più snella e meno costosa, perché si redige un solo atto e l’importo pagato non erode le franchigia per la successione ……… potrebbe accadere che la liberalità che emerga dall’atto di compravendita possa complicare la successiva rivendita della casa, sebbene tale rischio sarebbe privo di ragioni alla luce dei più recenti orientamenti dottrinali e giurisprudenziali ….. Potrebbe anche accadere che l’atto di compravendita ….. non assicuri la necessaria chiarezza, sia nei rapporti famigliari, sia rispetto a eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate …….

Una “variante” della prima ipotesi ……… in un passaggio di denaro – sempre “tracciabile” – da un conto corrente all’altro, senza che ci sia un atto di donazione davanti al notaio. Si tratta in realtà di una pratica molto diffusa, soprattutto nel caso i genitori coprano solo una parte dell’importo necessario all’acquisto, tipicamente (almeno) quello che non si riesce a finanziare con il mutuo. È una prassi che non va contro la legge, soprattutto se si tratta di un “importo non rilevante”…….. la “rilevanza” dipende dal patrimonio di chi trasferisce i soldi, dal contesto, dall’area geografica e da altri criteri che solo il giudice potrà eventualmente stabilire in caso di contestazioni …….. La principale controindicazione ……. oltre la mancata trasparenza per cui queste donazioni potrebbero essere sconosciute ad altri eredi …… è che può più facilmente scattare un accertamento delle Entrate …….

FAR WEST in LIGURIA PONENTE. Rissa tra condomino ed amministratore: l’amministratore estrae la pistola

12 maggio 2016

Hd0P5e6W 400x4001Una lite condominiale per una parabola “sparita” durante i lavori di ristrutturazione di un tetto. Poi lo scontro tra un condomino e l’amministratore del caseggiato il quale, sentendosi minacciato, ha estratto la pistola.  ………… Per fare i lavori devono essere rimosse alcune antenne paraboliche che i condomini hanno installato negli spazi comuni del terrazzo. Una volta tolte le “barriere” per l’apertura del cantiere i lavori procedono e terminano: tutte le paraboliche tornano al loro posto, tranne una.

È quest’ultima che scatena la lite, lo scontro. L’apparecchio per la ricezione dei canali, condiviso da due condomini, è sparito, non si trova più. Si rivolgono più volte all’amministratore, finché non si scopre che quel ricettore satellitare è stato buttato via, per errore, dagli operai. ………….

Uno dei condomini raggiunge l’amministratore durante un sopralluogo …….. Nasce una discussione. L’amministratore cerca di troncarla dicendo di avere un impegno, l’uomo davanti a lui lo blocca e così l’amministratore estrae la pistola. ……….

……… interviene la polizia, allertata da altri residenti. Sono gli agenti …….. a ricostruire nei particolari la lite, la comparsa dell’arma durante la lite e la minaccia al condomino. ……

La pistola viene sequestrata …….. I due vengono denunciati dai poliziotti: l’amministratore per minacce, il condomino per violenza privata.

Leggi tutto http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/05/05/AShYZ3cC-amministratore_condominio_riunione.shtml