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Vita di condominio: Il frigo degli avanzi, l’idea dei “salvatori di cibo”

11 giugno 2014

 

Da lastampa.it   dell’11 giugno 2014    di  Tonia Mastrobuoni

 

A Berlino, nel quartiere di Kreuzberg,  all’interno di un cortile sono stati installati due grandi frigoriferi dove si può andare a prendere cibo gratis. L’obiettivo è quello di limare un po’ la montagna di alimenti che vengono buttati ogni anno

 

Forse può succedere solo a Berlino che su un quotidiano appaia l’indirizzo preciso di un condominio – nel quartiere di Kreuzberg – che ha installato due grandi frigoriferi in cortile dove si può andare a prendere cibo gratis.

 

Gli organizzatori raccontano che per ora sono una ventina le persone che ogni giorno vengono a prendere frutta e verdura, anche qualche vicino ovviamente, ma non sembrano temere assalti. 

 

L’unica cosa che li preoccupa è che il cibo vada a male; il principio che fanno valere nel loro cortile è “non lasciare nel frigo cose che non mangeresti”. E ogni giorno una manciata di volontari parte alla ricerca di alimenti gratis che supermercati o aziende non potrebbero più vendere, ad esempio perché troppo vicini alle scadenze.

 

L’iniziativa, che mira ovviamente a fare proseliti, fa parte di un progetto più ampio, nazionale, quello dei “foodsaver”, dei “salvatori di cibo” che si organizzano da due anni attraverso il sito “lebensmittelretten.de”. L’obiettivo è quello di limare un po’ la montagna di cibo che viene buttata ogni anno in Germania. Da febbraio del 2012, quando è partita l’iniziativa a Colonia, sono riusciti a reclutare 4.625 volontari che vengono coordinati da una settantina di “ambasciatori” che li aiutano a individuare supermercati, aziende o cooperative che regalano alimenti. 

 

Finora sono 750 le imprese che collaborano con l’organizzazione – conviene anche a loro risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti – e il cibo finito nei piatti invece che nelle pattumiere supera le 180 tonnellate. Sul sito c’è anche una classifica degli eroi: Jörg Ring è il superman del salvataggio, con oltre 25 tonnellate consegnate; e la palma della città più generosa va a Berlino, con 72 tonnellate messe a riparo in due anni dal secchio dell’immondizia.

 

 

Primavera, voglia di fiori e di verde anche sui balconi: condizioni ambientali, esposizione, acqua che tracima dai vasi, fiori e foglie che sporcano

27 maggio 2014

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Fonte   cosedicasa.com  

 

1- Il mio balcone è esposto a nord e c’è poca luce: non so che cosa coltivare

 

In molte case il balcone esposto verso nord è lasciato vuoto, utilizzato come una sorta di “magazzino” all’aperto per scope, vasi, materiale vario. È l’esposizione più fredda e meno illuminata ma proprio per questo in estate questo spazio può dare ristoro e frescura. Scegliamo allora piante da ombra che non abbiano bisogno di luce diretta per vegetare con forza e per fiorire.

 

Hosta: sono poco utilizzate come piante da vaso ma nella pratica se poste in contenitori capienti possono resistere per molti anni, specie se si sceglie una sola varietà o varietà di taglia simile perché le piccole finiscono con facilità per essere “mangiate” da quelle più grandi. Hanno bisogno di essere bagnate con regolarità e fertilizzate solo una volta il mese ma regalano una vegetazione ricca ed un fioritura spesso profumata.

 

Ortensie: sono il secondo grande classico per i balconi a nord, unico difetto iniziano a vegetare tardi e fioriranno dalla seconda metà dell’estate ma resteranno decorative fino all’arrivo del gelo. Bagnatele sempre con acqua dolce o acidulata, rinnovate ogni anno la porzione superficiale del terriccio, predisponete una ricca pacciamatura di corteccia e non abbiate timore a potarle come quelle poste in piena terra perché mostreranno, se poste in contenitori adeguati e in terriccio fertile e acido, una grande capacità di ricaccio.

 

Rododendri e azalee: anche queste acidofile sono indicate per il balcone a nord perché soffrono il sole diretto e le temperature troppo alte. Bagnarle poco con acqua acidulata.

 

Fiori: fra le piante da fiore scegliete viole e impatiens del tipo “fiori di vetro”, per avere un mélange di colori, magari insieme a begonie da foglia e una fantasia di heuchere.

 

2- C’è troppo sole e si bruciano le foglie

 

Il balcone rivolto verso sud è esposto al pieno sole per gran parte della giornata. Può dare grandi soddisfazioni ma bisogna tenere sempre presente che non può essere paragonato a un’aiuola di giardino: mentre una pianta da fiore in piena terra può espandere liberamente le radici quelle in vaso hanno a disposizione un volume limitato, per di più in condivisione forzata con molte altre piante. Le piante in piena terra possono contare su fenomeni come la risalita capillare dell’acqua nel terreno dagli strati profondi e avere accesso continuo a nuovi nutrienti; mentre quelle in vaso dipendono esclusivamente dall’acqua di bagnatura e hanno l’apparato radicale confinato. Quindi apporti costanti e regolari di acqua, nutrienti e manutenzione sono vincolanti per ottenere buoni risultati su un balcone fiorito posto a sud.

 

Come rimediare:

 

  • bagnate tutti i giorni,

  • fertilizzate tutte le settimane a metà del dosaggio indicato,

  • ripulite le piante dal secco e dai fiori rovinati una volta la settimana,

  • rimuovete i detriti di vegetazione,

  • lavorate in superficie il terriccio e, se serve, aggiungetene altro una volta al mese,

  • sostituite subito una pianta che si secchi.

 

Che cosa coltivare

 

Surfinie, ibischi erbacei, gerani parigini, plumbago, gazanie, nepeta, tagete, begonie da fiore, bidens e verbena, mandevillea e dipladenia, bacopa, lantana.

 

3- Quando annaffio l’acqua tracima e cade dal balcone

 

Capita a tutti di bagnare il balcone la sera, quando si è stanchi e si cerca di accelerare i tempi, spesso sbagliando. Quando questo spiacevole inconveniente si verifica, tre possono essere le ragioni:

 

a) errata modalità di irrigazione: le piante devono sempre essere bagnate al piede, direttamente sul terreno; nella fretta, sbagliamo e incliniamo l’annaffiatoio prima di aver correttamente posizionato il beccuccio, così l’acqua bagna la vegetazione: le piante con foglie grandi, decombenti verso l’esterno o poste una sopra l’altra fanno scorrere via l’acqua lasciandola cadere all’esterno dei contenitori. Una volta sul balcone, per la sua leggera inclinazione, scorrerà verso l’esterno. La soluzione: in questo caso basta solo maggiore attenzione.

 

b) piantumazione errata: se il terriccio arriva a livello del bordo del vaso o poco sotto, l’acqua distribuita può tracimare facilmente.

 

c) eccesso d’acqua distribuita per contenitore: se si commette un errore di valutazione, si somministra in pochi secondi un grande volume d’acqua rispetto alla capacità d’assorbimento del terreno. Poi questa scola rapidamente nel sottovaso, lo colma e tracima. Come rimediare: Per ovviare al problema basta bagnare i vasi in due o tre tornate successive, e non in una volta solo, così da osservare quanta acqua si è accumulata nel sottovaso: nel primo passaggio bagnate poco ma rapidamente colmando lo spazio esistente fra il bordo del vaso e il livello del terriccio così che il terreno in superficie si bagni in modo uniforme, nel secondo aggiungete lo stesso quantitativo se l’acqua non è arrivata ancora nel sottovaso o la metà se già è presente. Il terzo si renderà necessario per i contenitori grandi se una parte non è stata raggiunta. E ricordate sempre che sottovasi grandi e alti possono ovviare a questo problema.

 

4 – Nascondere il parapetto in muratura

 

Spesso si desidera nascondere la struttura muraria che fa da parapetto al balcone o la ringhiera in metallo. Le specie sempreverdi a vegetazione ricadente sono la scelta migliore ma non sono molte e solo alcune si mostrano resistenti a condizioni climatiche caratterizzate da forti escursioni termiche e da una concentrazione di inquinanti elevata come si trova nelle città. Per questa ragione dovremo averne molta cura: apportare nutrienti in modo mirato ma senza eccedere per non elevare troppo la salinità del substrato, bagnare con regolarità, rinnovare ogni anno il primo strato di terriccio con materiale fresco e fertile.

 

Edera: con la sua versatilità e resistenza è la pianta principe per questo impiego. A foglia grande o piccola, verde o variegata, a forma piena o spigolosa, si rivela affidabile e decorativa specie quando con gli anni diventa folta e vaporosa con più strati di foglie sovrapposti, una fioritura capace di attirare insetti, specie farfalle, a fine stagione, ed eleganti bacche nere appetite dagli uccelli stanziali. Facilmente governabile richiede di essere manotenuta una volta l’anno per eliminare le foglie secche.

 

Altri rampicanti: Chi ha vasche grandi può scegliere anche il cotoneaster o il gelsomino ma sono piante che crescono più lentamente e “sporcano” di più. La bignonia, Campis radicans, capace di una fioritura colorata e copiosa, è spogliante.

 

5 – Vasi appesi

 

Non esiste un articolo di legge che normi la presenza o il divieto di vasi sui balconi, se non  regolamenti comunali molto lacunosi e generici. In questo caso il regolamento del condominio è sovrano ed è a questo che si deve fare riferimento. In mancanza di precise indicazioni si può richiedere una precisazione in sede di assemblea fra gli inquilini e i proprietari. Per evitare problemi controllate sempre che i vasi siano ben collocati in apposite fioriere fissate al balcone, mai sbilanciati o troppo pesanti. In ogni caso, appendendo i vasi verso l’interno della ringhiera si evita ogni problema legato alle cadute.

 

per approfondire     http://www.cosedicasa.com/balcone-risolvere-altri-4-problemi-comuni-35335/

 

 

La facciata del condominio ed i matrimoni gay: il colore della società

26 maggio 2014

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Quando si cercano esempi dell’imperfezione della democrazia, nel senso di agire secondo il volere di una maggioranza di individui, spesso si ricorre al “condominio”

 

Da      italians.corriere.it   26 maggio 2014    di    Paolo Galli, p.galli.italians@virgilio.it    

 

Cari Italians: il matrimonio gay. Possiamo immaginare la società come la facciata di un condominio e la vita di ogni individuo come un appartamento. Ognuno arreda il proprio appartamento secondo i suoi gusti ma a nessun condomino è consentito di dipingere la sua parte di facciata col colore preferito. La facciata è di tutti e nessuno può tramutarla nel vestito di Arlecchino inalberando il proprio diritto all’autodeterminazione con la scusa che analogo diritto spetterebbe anche a tutti gli altri. La facciata di un palazzo è una sola e deve piacere a tutti i condomini. Essendo difficile che a tutti piaccia lo stesso colore, o si decide a maggioranza o si cerca qualcosa che non dispiaccia troppo a nessuno. Nel primo caso qualcuno rimarrà scontento e dovrà abitare in un palazzo che non gli piace per niente: resterà del rancore pronto ad esplodere ad ogni occasione. Nel secondo caso ognuno, pur non essendone entusiasta, troverà in quella facciata un tono complessivo accettabile e così essa sarà la facciata di tutti. Il matrimonio gay rende la facciata comune in un modo che piace solo ad alcuni, come solo ad altri – pur non dando giudizi su quel che accade nei singoli appartamenti privati – piacerebbe una facciata senza quel colore. I diritti individuali, quando escono dall’appartamento e si affacciano sulla pubblica via, connotano la società non solo per i singoli, ma per tutti. E “matrimonio” è parola che dà voce ad un contenuto così pregno di significato da incidere fortemente sul colore della società. Evitando prepotenze da una parte o dall’altra, bisogna trovare un colore che sia tollerabile per tutti.

 

 

IMMOBILI e FISCO: su immobili peso di 52,3mld

23 maggio 2014

 

Fonte  CGIA Mestre

 

Su tutto il patrimonio immobiliare complessivo (case, uffici, negozi, capannoni) grava un carico fiscale che nel 2014 raggiungerà i 52,3 mld di euro.

 

Lo sostiene la Cgia di Mestre che rileva come rispetto all’anno scorso, questo importo è destinato ad aumentare di oltre 2,6 mld di euro (+5,4%). Al dato la Cgia è giunta, sommando i 9,3 mld di euro di gettito legati alla redditività degli immobili, gli 11,9 mld da vendite di immobili e agli oltre 31mld di euro da possesso dell’immobile.

 

 

Condominio truffato – PENSARCI PRIMA, scegliere Unicasa: controlli e procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi

23 maggio 2014

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Fonte    gazzettadimantova.it     di Francesco Abiuso    23 maggio 2014

 

Amministratore denunciato dai condomini per appropriazione indebita. «Ha approfittato dello stop a mutui e bollette per il sisma e si è preso i nostri soldi».

 

MANTOVA. L’accusa è di quelle pesanti: truffa e appropriazione indebita. Il costo delle presunte violazioni sarebbe un buco da circa 75mila euro. Siamo a Roncoferraro, al civico 9 di via Leonardo Da Vinci. Qui c’è un condominio, il Primula, abitato da una decina di famiglie. La battaglia a suon di carte bollate vede contrapposti gli abitanti della palazzina all’ex amministratore di condominio: Romeo Graziano Frignani, con studio in largo Martiri a Gonzaga e a Suzzara.

 

Nei confronti di Frignani i condomini hanno presentato un esposto denuncia segnalando una situazione che, se verrà accertata dalla magistratura, è davvero grave. In sostanza, Frignani viene accusato di essersi intascato ben 63mila euro, ovvero l’insieme delle somme che ciascuno degli abitanti avrebbe versato all’amministratore come rate di un mutuo acceso per la ristrutturazione di facciata e balconi e come pagamenti delle utenze di luce e gas e altri servizi di manutenzione.

 

Ma ciò che incuriosisce è la modalità che, secondo le accuse, sarebbe stata usata da Frignani per sottrarre i soldi: l’ex amministratore avrebbe approfittato della moratoria su bollette e mutui disposta dopo il terremoto del 2012 per le popolazioni colpite. Pur beneficiando della sospensione dei pagamenti fino a fine 2012, il condominio di Roncoferraro sarebbe stato tenuto all’oscuro di questa agevolazione. L’allora amministratore avrebbe continuato a riscuotere i vari pagamenti e usato per sé i soldi. Queste almeno le accuse che ora sarà compito della procura, e del tribunale, verificare. Ma continuiamo con il racconto dei condomini, assistiti in questa battaglia dai legali Maurizio Peverada, nominato nuovo amministratore, e Martino Del Sozzo, scelto come difensore. Un giorno del settembre 2013 si vedono recapitare una comunicazione dalla Popolare di Mantova, filiale di Bagnolo: si tratta della messa in mora per un debito di quasi ventimila euro relativo a un mutuo acceso nel febbraio 2011 per lavori di ristrutturazione. «Com’è possibile? Abbiamo sempre pagato» si domandano. E chiedono lumi all’amministratore. Di lì a poco si tiene una riunione urgente, e qui sarebbe avvenuta la confessione di Frignani e l’ammissione del comportamento fraudolento. Avrebbe confessato di essersi tenuto 65mila euro (poi la cifra sarebbe scesa a 63mila, ma il buco complessivo sarebbe di 75mila). Non sarebbero state pagate né la ditta che ha eseguito i lavori, né gas e luce, né la manutenzione di ascensore e estintori, né la polizza assicurativa. L’appropriazione indebita di alcune somme, talvolta chieste con la scusa di coprire i buchi di altri condomini, sarebbe iniziata già nel 2010. I condomini, molti dei quali anziani, hanno raccontato di essersi sempre fidati di Frignani.

 

PENSARCI PRIMA: scegliere la struttura aziendale di Unicasa, dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.