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Tecniche Condominio

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Puglia, arriva il fascicolo del fabbricato obbligatorio: dopo le tragedie torna sempre dfattualità

190All’indomani del crollo di una palazzina in via Roma nel Comune di Barletta, avvenuto il 3 ottobre del 2011, durante il quale persero la vita cinque lavoratrici, in Regione Pugliasi tornò a parlare del fascicolo del fabbricato. Argomento già discusso all’indomani del crollo di uno stabile, vecchio di soli trent’anni, in via Giotto a Foggia l’11 novembre 1999, che provocò 67 morti. La Giunta Vendola predispose subito un disegno di legge per la prevenzione e la sicurezza delle costruzioni. A distanza di qualche anno il Consiglio ha approvato all’ unanimità la nuova legge regionale n. 27 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni ] Istituzione del fascicolo del fabbricato”, pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale n.66 del 26 maggio 2014. L’argomento è diventato nuovamente di attualità dopo il crollo di Ginosa nel gennaio del 2014, crollo che non ha causato vittime ma che ha scosso la cittadinanza di Ginosa, solo pochi mesi prima interessata da una devastante alluvione.

 

E prima? Una legge inattuata – Sono passati molti anni dal crollo di Castellaneta del febbraio 1985. Subito dopo il crollo di Castellaneta, che causò 34 morti, la Regione Puglia emanò la legge regionale n. 38 del 1985 “Norme per il controllo statico dei fabbricati nei Comuni pugliesi e interventi in caso di crollo degli edifici”. Norme emanate 29 anni fa, nei fatti disattese per mancanza di fondi.

Altri fascicoli di fabbricato nell’Italia delle tragedie

Roma 16 dicembre 1998 , almeno una ventina di morti nel palazzo sbriciolato

Quartiere Portuense di Roma, dove alle tre della notte  un palazzo di cinque piani si è letteralmente sbriciolato seppellendo 16 persone. Il bilancio è ancora provvisorio, ma già drammatico: i soccorritori a tarda sera erano riusciti a estrarre dalle macerie i cadaveri di 19 persone e tra di loro ci sono tre bambini. Ma altri potrebbero essere ancora sotto i detriti, visto che in quell’edificio risultavano residenti 38 persone.

Il crollo del palazzo di via Vigna Jacobini si è subito presentato, agli occhi degli esperti, come un crollo anomalo: è stata immediatamente esclusa l’ipotesi di  un’esplosione, mentre si è progressivamente affermata quella del cedimento strutturale, le cui cause tuttavia sono ancora da accertare.

La Delibera del Consiglio comunale di Roma n. 27/2004 che ha introdotto il “Fascicolo di fabbricato”, fa riferimento alla legge regionale 31/2002, che dà ai comuni della Regione la facoltà di istituire un fascicolo per ogni fabbricato esistente o di nuova costruzione, in considerazione delle necessità di conoscerne lo stato conservativo, di individuare le situazioni a rischio e di programmare eventuali interventi di ristrutturazione e di manutenzione, onde prevenire rischi di eventi calamitosi.

10/04/2008 – Con la sentenza n. 1305 del 28 marzo 2008, il Consiglio di Stato ha bocciato il “Fascicolo di fabbricato” istituito dal Comune di Roma.

Sisma in Emilia: Fascicolo del Fabbricato, per riqualificare e migliorare la sicurezza

I recenti eventi sismici hanno riportato sotto i riflettori un tema che ciclicamente torna nel dibattito tecnico e politico: l’utilità o meno dell’istituzione obbligatoria del Fascicolo del Fabbricato. L’argomento ha in realtà una lontana origine e sempre collegata, a causa forse dell’approccio emergenziale che spesso contraddistingue il modus operandi nazionale, ad eventi catastrofici: solo crolli di edifici, terremoti, alluvioni, ecc. sembrano in grado di risvegliare dal torpore che avviluppa le norme tecniche ed urbanistiche, e così è avvenuto anche per il tema del fascicolo del fabbricato riemerso più volte in concomitanza di svariati eventi drammatici che nel corso degli ultimi quindici anni hanno colpito il patrimonio edilizio e coinvolto emotivamente l’opinione pubblica.

Crollo palazzo Napoli 5 marzo 2013: geologi, istituire fascicolo fabbricato

“Istituire il Fascicolo del fabbricato e una nuova anagrafe immobiliare. C’è la necessità in Italia di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio, soprattutto quello di valore strategico, come scuole e ospedali, e storico”. Lo ha affermato Gian Vito Graziano, presidente delConsiglio Nazionale dei Geologi. I geologi rilanciano con forza l’esigenza di istituire il Fascicolo del fabbricato, un “libretto sanitario” dell’edificio, ha proseguito Graziano, che permetterebbe di valutare le reali condizioni sismiche, statiche, strutturali, geologiche, impiantistiche e sanitarie dell’immenso patrimonio immobiliare italiano. O aspettiamo di vederlo crollare a poco a poco?”. Un patrimonio immobiliare, quello nazionale, “che racchiude edifici di grandissimo pregio storico ed architettonico – ha concluso Graziano – che non possiamo permetterci di veder crollare. Il Fascicolo del fabbricato è fondamentale per salvaguardare gli edifici, ma soprattutto le vite umane. Eppure dopo tanti anni in Italia ancora non esiste”.

Fascicolo del fabbricato, non è un semplice archivio di documenti Non si tratta di archiviare documenti già reperibili in un fascicolo del fabbricato, bensì di ideare e pianificare modalità di indagine, approfondimenti, ricerche e valutazioni che possano fornire un quanto più chiaro quadro conoscitivo del costruito: per alcuni immobili che, per età e fattura, non hanno un proprio pregresso certo potrebbe essere, inizialmente, più oneroso, mentre per quelli più moderni l’incidenza di tali aspetti potrebbe divenire minore o perfino trascurabile; in ogni caso, così come avvenuto nel campo ad esempio delle classi energetiche, potrebbero essere previsti incentivi all’acquisizione di conoscenze ed informazioni tramite meccanismi premianti o compensativi in termini fiscali, economici…

Paese che vai, fascicolo del fabbricato che trovi

Gli stessi problemi ed interrogativi in altri Paesi hanno trovato risposte ben diverse: in Franciaè stato istituito già dal 1977 il Libretto per la gestione manutentiva, in Germania il Diario edilizio, in Spagna il Libro per il controllo della qualità dell’opera. Insomma gran parte dei Paesi europei, seppur con diverse caratteristiche e peculiarità, si è mossa in questa direzione, quando accentuando più la valenza economica e manutentiva del “registro”, quando puntando più sulla sua utilità come archivio di informazioni: riconoscendo sempre però l’indubbia validità della prevenzione e della manutenzione; in Italia invece si è solo optato… per non utilizzarlo. Un primo passo a fine anni Novanta, a seguito di due eventi tragici: il crollo di una palazzina a Foggia, nel 1999, con 67 vittime ed il crollo di un’altra palazzina, a Roma, nel 2001 con 8 vittime; più recentemente il dibattito sull’argomento si è riacceso, necessariamente, a seguito del terremoto de L’Aquila e di quello che ha colpito l’Emilia. In questi oltre dieci anni di gestazione in realtà molti sono i segnali sfavorevoli piuttosto che incoraggianti verso la possibile istituzione obbligatoria del Fascicolo del Fabbricato come strumento per razionalizzare e formalizzare il processo conoscitivo e manutentivo dell’edificato: il tema affrontato a livello nazionale e via via a caduta, regionale,  provinciale e comunale, non ha mai incontrato grande condivisione di intenti a causa della presunta onerosità della sua redazione per i proprietari e addirittura, fatto abbastanza sconcertante, per una temuta possibile perdita di valore degli immobili. Così, a fronte di alcuni tentativi anche recenti, ad esempio di regioni come Emilia e Lazio, e comuni come Roma e Napoli, di fatto il massimo risultato prodotto, in ambito nazionale, rimane ad oggi un disegno di legge (n.4339/1999) che è stato più volte ripreso ed abbandonato nei cassetti delle varie commissioni parlamentari incaricate.

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