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Condominio Ecologico: installazione di “colonnine” di ricarica per auto elettriche – obbligo e maggioranze

163Fonte Il Sole 24 Ore “Edilizia e Ambiente”

Le auto elettriche più avanzate raggiungono un livello di autonomia di circa 100-120 km con un pieno di elettricità (gran parte degli automobilisti percorre in media, ogni giorno, 50 km nel tragitto casa-lavoro). 

 Le modalità di ricarica dell’auto elettrica sono essenzialmente tre:

 

 – ricaricare l’auto dalla presa elettrica di casa o del garage (durata 6 ore);

– ricaricare l’auto dalle colonnine nei parcheggi pubblici o aziendali in modalità “quick recharge” (durata 30 minuti);

– sostituire la batteria elettrica a una stazione di servizio (durata 3 minuti).

– Il rendimento di un motore elettrico è nettamente superiore a quello di un motore termico. In altri termini, un’auto elettrica può raggiungere un rendimento elevato, pari anche al 90%, a differenza di un’auto a benzina o diesel che raggiunge soltanto il 25%. Ciò significa che quasi tutta l’energia potenziale è sfruttata in energia meccanica;

– la silenziosità e l’eliminazione delle emissioni CO2 del veicolo (unico neo, il riciclaggio delle batterie esauste).

 Questo fattore varia da gestore a gestore; per un contratto medio all’incirca di euro 2 per circa 150-200 km di autonomia.

Le maggioranze condominiali, al fine di agevolare l’installazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche negli edifici condominiali, si è previsto che, «fatto salvo il regime di cui all’art. 1102 cod. civ., le opere edilizie per l’installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli in edifici in condominio sono approvate dall’assemblea di condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall’art. 1136, comma 2, cod. civ.». Quindi,per l’installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli, in edifici in condominio, è prevista comunque una preliminare delibera assembleare, in prima o in seconda convocazione, sempre con la maggioranza semplice dei condomini purché titolari della metà dei millesimi di proprietà. Si è preferito utilizzare una maggioranza semplice, rendendo «valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio», al fine di rendere più agevole tali installazioni senza incorrere in meccanismi ostruzionistici che avrebbero solo la finalità di rendere irrealizzabile tale impianto. In caso di mancato assenso della collettività condominiale,il singolo condominio, entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, può comunque installare, a proprie spese, i dispositivi. In quest’ultimo caso l’unico limite posto è che con l’installazione non vengano danneggiate le parti comuni o alterati la sicurezza o il decoro dell’edificio oppure ostacolati altri comproprietari nell’uso delle parti comuni. Inoltre, se gli altri condomini vogliono avvalersi dell’impianto di ricarica pagato solo da uno, lo potranno fare contribuendo alle spese di esecuzione e di manutenzione.

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